martedì 5 maggio 2009

Weekend del gusto nel basso Casentino

Cosa c’è di meglio di un weekend, organizzato all’ultimo momento, all’insegna del gusto nell’arte e nella cucina?
Dell’incanto dell’arte e dei luoghi si dirà nei prossimi post… qui
si parla di buona cucina, quella toscana, interpretata col cuore e la passione dei due instancabili cuochi del Ristorante hotel “la Gravenna”, a Subbiano, poco più a nord di Arezzo.

L’accoglienza cordiale del proprietario, il signor Lars, la buona compagnia e, in più, la simpatia di Nadia, signora della cucina, hanno reso piacevolissima la pur breve vacanza, trascorsa lungo gli itinerari della mostra dei Della Robbia.
Nella prima serata, tra le ricette tipiche toscane, abbiamo scelto quelle a base di cinghiale, iniziando con delle ottime tagliatelle al ragù.

In chiusura la magnifica torta con fragole

che la signora Nadia ha affettuosamente preparato per noi.

Già al mattino dopo, le torte preparate dalla cuoca e il pane e focaccia preparati dal consorte,

profumavano di buono la sala da pranzo e anche il resto della nostra giornata!
Per di più, la cena a base di primi ai porcini, seguiti da un’eccellente tagliata di manzo, si è conclusa con una delicata, dolce, crema paradiso ai frutti di bosco!

Con le foto, anche se poco chiare, spero di poter rendere un’idea della particolare genuinità della cucina della signora Nadia: una piccola, grande cuoca e una cara persona.

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari e post correlati: 1. Arezzo: Un weekend d’arteIl Duomo - La Leggenda della Vera CroceCasa Vasariil castello di Poppi - La Verna - I Della Robbia in mostra - I della robbia alla Verna
2. Camaldoli

Ospitalità: Hotel
Ristorante La Gravennaweekend del gusto nel basso Casentino -

giovedì 30 aprile 2009

Catania, il fiume nascosto


Si può visitare Catania nell'arco di 3-4 ore? Non proprio... ma, nell'attesa dell'imbarco si può parcheggiare all'interno del porto e dirigersi verso il centro, per un primo approccio con il salotto cittadino, la bellissima piazza del Duomo.
Gli edifici più importanti sono qui, in questo grande spazio che gravita intorno alla fontana dell'Elefante, ispirata a quella della Minerva a Roma.


Il piccolo elefante di lava, detto "u liotru", poggia su un basamento con le statue dei fiumi Simeto e Amenano e sorregge, a sua volta, un obelisco egizio con segni del culto di Iside.
Al di sopra di esso, si trova una sfera con le insegne di Sant'Agata, protettrice della città.


Il Duomo (purtroppo chiuso nel pomeriggio di Sabato...) fu dedicato alla Santa e costruito sulle antiche terme Achilliane.
Al suo interno si trovano reliquie, tombe e tesori di notevole interesse.
Su un lato della piazza sorge un'altra fontana, la fontana dell'Amenano, il fiume sotterraneo che sbocca nello Ionio, proprio nei pressi del porto.
Anticamente il fiume, ora "nascosto", scorreva in superficie e alimentava un lago, il lago di Nicito.
La lava dell'Etna del 1669 coprì gran parte della città compreso il lago di Nicito e i numerosi canali in cui si divideva il fiume Amenano che, però, continua a scorrere nel sottosuolo, fino ad emergere nella fontana omonima, per poi scendere verso la pittoresca "Pescheria" e gettarsi nello Jonio.


Anna righeblu ideeweekend

lunedì 20 aprile 2009

Le vie del mare, verso la Sicilia

Un viaggio in Sicilia è sempre piacevole, specie quando si è invitati al matrimonio di una persona cara!
Decidere il percorso è meno piacevole: andare in macchina, sulla Salerno-Reggio Calabria potrebbe essere troppo impegnativo, con l’incognita del traffico del lunedì di Pasqua!
L’aereo? Sarebbe la soluzione migliore ma, pur di portare la propria auto, alla fine si decide per il traghetto, da Napoli a Catania…. Si parte alle 21 dal porto di Napoli, con TTT Lines, e occorre essere lì, per l’imbarco, circa due ore prima. Il porto esercita sempre un certo fascino, e la città di Napoli, vista dal mare, appare sotto un’altra luce… le navi da crociera,

i traghetti, i portacontainer, le piccole imbarcazioni, sembrano essere lì, per farsi ammirare, con i fianchi smaltati di bianco e blu e le luci della sera. Il traghetto è una buona soluzione per raggiungere la Sicilia: non troppo costoso se prenotato con largo anticipo, permette di cenare, riposarsi in cabina con servizi, o in poltrona, fare colazione, e portare la propria auto al seguito.
...La nostra traversata durerà circa undici ore, con mare abbastanza mosso ma, anche all’arrivo, sarà piacevole seguire il profilo della costa di Sicilia,
fino a scorgere l’Etna che vigila, coperto di neve e nubi, sul porto di Catania. Anna righeblu ideeweekend

sabato 11 aprile 2009

Pasqua 2009



Con l’augurio che la Pasqua ci faccia riscoprire la gioia, nelle piccole cose e negli affetti più cari.

Buona Pasqua!

Anna righeblu - ideeweekend

sabato 4 aprile 2009

Il bosco sacro di Bomarzo

[Il Drago]

.... La "Villa delle Meraviglie"...


Quando fu realizzata, per volere del Principe Pier Francesco Orsini, la villa doveva essere un parco pieno di creature fantastiche e mostruosità, sapientemente scolpite nella pietra e .... CONTINUA QUI...

Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 1 aprile 2009

Castiglione in Teverina – il borgo antico


Al confine tra Umbria e Lazio, in una zona ricca di testimonianze etrusche, sorge Castiglione in Teverina, paese con una parte moderna costruita a ridosso di un incantevole e antico borgo, denso di case, vicoli e scale in pietra.

Dalla Piazza Maggiore, con la bella Chiesa Collegiata dei SS Filippo e Giacomo, si entra nel borgo di origine medioevale, dominato dalla rocca Monaldeschi. Da qui è tutto un susseguirsi di scorci deliziosi, con belle vedute sulle Valli Tiberine fino a scorgere il piccolo lago di Albiano. Nelle campagne vicine, appena fuori dal paese, si trovano alcune chiese campestri, come quella della Madonna delle nevi, risalente al 1500. Da qui, percorrendo la via che porta a Bagnoregio, si può visitare il piccolo centro di Lubriano, situato in buona posizione sulla splendida valle dei calanchi e con una vista invidiabile su Civita di Bagnoregio.

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: BagnoregioCivita di Bagnoregio – Lubriano - Castiglione in Teverina – Bomarzo - Lago di Bolsena

lunedì 23 marzo 2009

La città sospesa, le mie immagini in video

Le mie immagini in video... (Regolate il volume sui toni medi)



Immagini di Civita di Bagnoregio, la città sospesa... in un'altra dimensione, sul paesaggio lunare della stupenda valle dei calanchi.
Ancora vitale e pulsante, per la tenacia e l'amore della gente che qui vive, senza lo stress e gli affanni della nostra dimensione.
Bellissima, si raggiunge solo a piedi, attraverso un lungo ponte ... da vertigini...

E voi, potreste vivere in un posto così?

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: Bagnoregio - Civita di Bagnoregio - Lubriano - Castiglione in Teverina - Lago di Bolsena - Bomarzo

mercoledì 18 marzo 2009

Pitigliano – città sul tufo


Dopo una serie di curve, tra monti e boschi della Maremma, ecco apparire Pitigliano, splendida, antica città arroccata su uno sperone di roccia tufacea.
Gli archi dell’acquedotto mediceo svettano leggeri sul bordo della rupe e fanno da cornice al complesso di edifici che, dalla Piazza della Repubblica, dominata dall’imponente Palazzo Orsini, si snodano lungo l’abitato.

Il borgo, d’impianto medioevale, è percorso da brevi scalinate, piccole corti e loggette e da stretti vicoli che portano sugli strapiombi laterali, dove la vista può spaziare su magnifici panorami.
Tra i monumenti da visitare: il Duomo con il massiccio campanile, fontane, chiese e i resti della sinagoga della comunità ebraica che, per la sua notevole influenza, nell’Ottocento valse alla città il soprannome de “La piccola Gerusalemme”.
Arrivati all’estremità del borgo, lungo i vicoli, è possibile ammirare le caratteristiche cantine scavate nella roccia.
In questi giorni (14 – 15 – 19 Marzo) si svolge a Pitigliano la tradizionale Torciata di San Giuseppe che terminerà domani, nella ricorrenza del Santo, con il corteo storico in costume.
Lungo il percorso sono portate in processione delle grandi torce, fino al centro della città, dove, per rievocare il rito pagano propiziatorio dell’arrivo della Primavera, viene bruciato un enorme pupazzo, che rappresenta l’”Invernacciu”, l’inverno che ormai muore.

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: Saturnia1 - Saturnia 2 - Sovana - Pitigliano

lunedì 16 marzo 2009

Meme - le 5 cose di cui non posso fare a meno


Dopo un periodo di pausa, ecco un invito per un “Meme”.
La proposta arriva da Marina, alla sua prima esperienza in fatto di meme e io accetto e pubblico molto volentieri!
Ecco l’elenco delle mie “5 cose di cui non potrei fare a meno”:


1. Il caffè (tanto!) della prima colazione! Con latte, torta casalinga e marmellata…
2. I libri; se sono in viaggio, preferibilmente quelli di Camilleri.
3. Andare in giro alla scoperta di borghi e castelli.
4. La fotocamera digitale.
5. Il computer portatile e la posta elettronica

Finito! Adesso passo il meme ad altri amici… e a tutti quelli che avranno voglia di farlo…

mercoledì 11 marzo 2009

Saturnia – alla scoperta dell’acqua calda


Finalmente un weekend soleggiato! Soleggiato ma ventoso… e allora, piuttosto che al mare, decidiamo per una puntatina nell'entroterra Maremmano: si va a Saturnia, alla scoperta dell’acqua calda! … Per andare poi anche alla scoperta del tufo!
Prenotiamo a "La Fonte del Cerro", una residenza turistico-alberghiera poco distante dalle cascate del mulino.
L’ambiente è semplice ma accogliente, con camere e appartamenti arredati e
organizzati in essenziale e gradevole rustico toscano.
E’ abbastanza pieno e c’è
disponibilità per un appartamento, molto grazioso e con bella vista sulla rocca di Saturnia. La residenza non ha un ristorante proprio e, per la cena, si va in uno dei vicini ristoranti consigliati (eccellente quello che poi abbiamo scelto), mentre la ricca colazione, con ottimi dolci e salati di produzione propria, è servita in un’accogliente e luminosa sala comune.
Per accedere allo stabilimento termale, gli ospiti possono utilizzare una convenzione ad hoc, sulla base delle esigenze personali.
Dalla strada, una panoramica dall’alto delle cascate del Mulino che, come si vede, sono già molto frequentate.
Qui ci si può immergere liberamente nelle calde acque sulfuree che affluiscono, copiosamente, nelle grandi vasche naturali scavate nel travertino.
Queste sono direttamente collegate al Cerro, attraverso un sentiero.

Nel pomeriggio, la nostra prima tappa è Saturnia, piccolo borgo di antichissime origini che, però, conserva solo poche e frammentarie memorie del passato.
Sono visibili alcuni resti di mura etrusco-romane
racchiuse nella cinta muraria senese e, dietro la Chiesa di Santa Maria Maddalena, i ruderi della rocca Aldobrandesca, con il Castello Ciacci edificato in epoca recente, in stile neomedievale. A lato della rocca si trova la porta Romana di Saturnia, sospesa su un tratto di strada basolata, resto dell’ antichissima Via Clodia, del 183 a.C., che la collegava direttamente a Roma. Da qui siamo andati alla scoperta del tufo, a Sovana, uno dei borghi più belli d’Italia…CONTINUA SU IDEEWEEKEND

Anna righeblu ideeweekend

giovedì 5 marzo 2009

Il ponte della Pia

[foto di Aurelio Nicchiarelli da Flickr]

Tra Sovicille e Chiusdino, in provincia di Siena, si trova un ponte, d’origine romana ma ricostruito nel Medioevo, con una sola arcata, “a schiena d’asino”.

Posto sul torrente Rosia, è ancora transitabile solo a piedi, e con molta attenzione, poiché mancano i parapetti di protezione: durante la guerra infatti, i carri armati li demolirono al loro passaggio.

E’ noto come il ponte della Pia perché su di esso, secondo la tradizione popolare, sarebbe passata la bella e sventurata Pia de’ Tolomei, sposa di Nello de’ Pannocchieschi, diretta in Maremma, verso il suo esilio nel Castello della Pietra.

In un celebre canto del Purgatorio, Dante ricorda l’evento:
“Deh, quando tu sarai tornato al mondo / e riposato nella lunga via,
seguitò il terzo spirito al secondo, / ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma: salsi colui che innanellata pria,
disposando, m’avea con la sua gemma”.


La sfortunata Pia, di nobile e ricca famiglia senese, rimasta vedova di Baldo de’ Tolomei, sarebbe stata costretta a risposarsi con il nobile Nello de’ Pannocchieschi, signore della Maremma.

Le versioni sulle cause della tragica fine di Pia sono diverse: ripudiata, sarebbe stata uccisa nel Castello in Maremma, o perché incapace di dare eredi al secondo marito, o per la patologica gelosia dello stesso oppure, secondo un’altra versione, perché il marito si sarebbe invaghito di un’altra donna.

E non poteva mancare, a coronamento della già misteriosa storia, l’ultima leggenda:
nelle notti senza luna, qualcuno avrebbe visto, sul ponte, una bianca figura di donna velata, immobile in un’aura di pallido chiarore.


Anna righeblu ideeweekend

venerdì 27 febbraio 2009

Botticelle romane in pensione.

“Scendere dalla carrozzella per salire sulla Balilla d´epoca.
Potrebbe essere questa l´ultima novità sul fronte delle "botticelle", «quell’anacronistica istituzione che va abolita»” ….(da espresso.repubblica.it)


Per quanto mi riguarda, non sono mai andata in “carrozzella” e non ne vedo la necessità… ma, i turisti, potranno rinunciare alle “romantiche” passeggiate romane in calesse?


E voi, cosa ne pensate?

Le foto sono state scattate in Luglio del 2008.

In video, un grande, sempre attuale "Aldo Fabrizi cocchiere"...




Aggiornamento del 5 Marzo: la cara amica blogger Gatadaplar, mi segnala un articolo che annuncia la definizione della questione, seppur in via sperimentale.

Anna righeblu ideeweekend

martedì 17 febbraio 2009

Buca di San Francesco – Arezzo

Si trova in Via di San Francesco, vicino all’omonima chiesa.
I locali del ristorante, molto particolari, sono stati ricavati dalle cantine di un antico palazzo del 1300, e ne conservano le volte e il pavimento, formato da lastroni originari d’epoca etrusco-romana.
Le pareti affrescate, invece, sono di fattura recente e risalgono al 1929-30, anni in cui i locali furono ristrutturati.
Dopo una mattinata trascorsa tra le opere d’arte aretine, per rimanere in tema, questo è il posto più adatto per rilassarsi e continuare a godere delle delizie toscane.
Il ristorante (uno tra i Locali Storici d'Italia) offre una serie di piatti dell’antica cucina aretina e altre ricette tipiche della buona cucina toscana.

Piuttosto che pranzare in piedi o velocemente, abbiamo deciso di provare il locale per un pasto non impegnativo.
Poi però, incuriositi dalla “Godenda degustazione”, comprendente tre proposte a tema: Degustazione del frate, Degustazione dell’Abate e Degustazione del Priore, abbiamo scelto quest’ultima, con una serie di piatti toscani semplici: crostini casalinghi, pappardelle fatte in casa, salsicce in umido e stufatino di manzo, contorni e biscottini con vin santo.
Il menu, pur nella sua semplicità si è rivelato davvero ottimo, e il tempo è trascorso simpaticamente, in un ambiente caldo e accogliente e con un’atmosfera piacevole e cordiale.
A chiusura del pasto, abbiamo gustato i deliziosi dolcini fatti in casa accompagnati dal vin santo. Al momento dei saluti, il proprietario ci ha donato una busta contenente degli “ex libris“.
Ho scoperto in seguito che il signor Mario De Filippis è un appassionato collezionista di queste interessanti “etichette” tanto da essere presente nel Guinnes dei Primati per i numeri e il pregio della sua collezione.

Anna righeblu ideeweekend


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Hotel Ristorante: La Gravenna – Ristorante: Buca di San Francesco

mercoledì 11 febbraio 2009

Castello Spinola – Campo Ligure


“Vedendo che nel tuo blog hai delle belle foto, ho pensato che era il caso di inviartene una. Saluti da Genova.”
Questo il testo della mail, ricevuta da M.P. il 7 Febbraio, e corredata dalla foto, senza altra indicazione che un numero.
Non mi pare di conoscere il mittente e, comunque, ne indico soltanto le iniziali.
Senza dubbio la foto mi ha incuriosita e, dopo un’accurata ricerca in rete, ho scoperto che l’edificio ritratto è il Castello Spinola di Campo Ligure, provincia di Genova.

Dopo varie incertezze, ho deciso di farne un post, riportando solo alcune notizie essenziali, recuperate qua e là, da vari articoli presenti in rete.
Se M.P. vorrà, potrà fornirmi altre notizie per un’eventuale integrazione e aggiornamento del post.


- L’incerta origine del Castello si fa risalire al Medioevo, in un periodo di difficile datazione a causa di diversi e successivi interventi edilizi.

La fortezza, infatti, sarebbe stata più volte attaccata e danneggiata, nel corso di frequenti battaglie e assedi scaturiti da tensioni tra il comune di Genova e i marchesi Del Bosco.

In seguito, per un lungo periodo divenne proprietà degli Spinola, che la fortificarono e la abitarono fino al XVIII secolo, quando decisero di abbandonarla definitivamente, fino a lasciarla andare in rovina…


Negli anni novanta, il Castello è passato sotto la tutela del Comune che, dopo averlo acquistato, ha avviato un'attività di restauro conservativo, portando l’antico Castrum a riacquistare, nella forma, sembianze strutturali molto simili a quelle originarie. -

La foto è stata leggermente ritoccata

Anna righeblu ideeweekend

martedì 3 febbraio 2009

Burg Katz , Burg Maus

...e la bella Lorelei.

I due castelli, Gatto e Topo, si trovano lungo le romantiche rive tedesche del Reno, molto vicini tra loro, nei pressi di St. Goarshausen, nel territorio della Renania-Palatinato.
Il nome dell’uno, pur derivando da quello del suo storico proprietario, il conte di Katzenelnbogen, è stato associato all’altro, burg Maus, in ricordo delle vicende intercorse tra i due proprietari: nel secondo castello, infatti, aveva stabilito la sua dimora il vescovo di Treviri, nemico giurato del conte.

[foto di ctankcycles da Flickr]

Delle due fortezze, la prima è attualmente trasformata in albergo, mentre la seconda è un centro per l’allevamento di magnifici falchi da caccia.

Accanto ai due castelli, per chi si sposta lungo la romantica Valle del Reno, è possibile ammirare la famosa rocca della Lorelei.

[foto di Chaotic Traveller da Flickr]

Proprio alla base della rupe, il fiume forma una delle anse più temute dagli antichi naviganti, a causa delle correnti e delle rocce.
La leggenda narra che, sulla cima della rupe, una bellissima donna intonava con voce melodiosa una canzone suadente e pettinava i lunghi, lucenti capelli biondi, distraendo così i marinai e trascinandoli verso la morte.
Questa leggenda ha ispirato molti poeti; la più famosa poesia sulla Loreley è quella di Heinrich Heine “Die Lorelei”, ripresa musicalmente da F. Liszt:

Io non so che voglia dire
che son triste, così triste.
Un racconto d'altri tempi

nella mia memoria insiste.

Fresca è l'aria e l'ombra cala,
scorre il Reno quetamente;

sopra il monte raggia il sole

declinando all'occidente.


La bellissima fanciulla

sta lassù, mostra il tesoro

dei suoi splendidi gioielli,
liscia i suoi capelli d'oro.

Mentre il pettine maneggia,
canta, e il canto ha una malia

strana e forte che si effonde
con la dolce melodia.

Soffre e piange il barcaiolo,

e non sa che mal l'opprima,

più non vede scogli e rive,
fissi gli occhi ha su la cima.


Alla fine l'onda inghiotte
barcaiolo e barca...Ed ahi!

Questo ha fatto col suo canto

la fanciulla Lorelei.

Anna righeblu ideeweekend

Ps: il post è scaturito da alcuni appunti di un viaggio, lungo la Valle del Reno, nel 1995...
Le mie uniche foto possibili... :

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