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domenica 10 gennaio 2010

L'Abbazia di Montecassino: storia, arte e misticismo.


Chi non conosce questo splendido Monastero?
Quasi l'Araba Fenice delle Abbazie: risorta
magnificamente, come il mitico uccello, dalle rovine di ben quattro distruzioni!
Dal 529, quando San Benedetto vi pose le basi della sua "regola", il Monastero fu più volte distrutto: prima i Longobardi, poi i Saraceni, un terremoto e, infine, lo spaventoso
bombardamento del 15 Febbraio 1944 quando, sotto le bombe degli alleati, fu ridotta ad un cumulo di macerie.
Pur nelle avversità, lo spirito della regola benedettina "ora et labora" non ha mai abbandonato
questo luogo che, nel corso dei secoli, ha prodotto opere e codici miniati preziosissimi.
Il prestigio di Montecassino, quale centro monastico preminente dal punto di vista ecclesiastico e p
olitico, assume particolare rilievo con la guida dell'abate Desiderio.
C
on quest'ultimo, l'Abbazia viene ricostruita secondo criteri di magnificenza artistica e architettonica, in linea con la posizione di rilievo raggiunta.
Anche dopo le ultime distruzioni, nella ricostruzione si segue il vecchio modello architettonico, secondo il principio: "dov'era e com'era".


Nel chiostro d'ingresso, sito del primitivo tempio dedicato ad Apollo, sorgeva l'oratorio in cui morì San B
enedetto, nello stesso atteggiamento raffigurato nel gruppo bronzeo (foto 2) donato dal cancelliere tedesco Adenauer.
Il successivo Chiostro del Bramante, in stile rinascimentale, presenta al centro una cis
terna ottagonale, fiancheggiata da slanciate colonne corinzie sormontate da una armoniosa trabeazione.


Dalla balconata si può ammirare una splendida vista sulla Valle del Liri e, a destra, il monumentale Cimitero Polacco dove sono sepolti i valorosi soldati polacchi che "....hanno dato il corpo all'Italia, il cuore alla Polonia e l'anima a Dio per la nostra e altrui libertà".


Attraverso la
scalinata, preceduta dalle due statue di San Benedetto e Santa Scolastica, si arriva nell'antiportico del chiostro dei Benefattori e da qui,


guardando verso il basso, l'armoniosa architettura del chiostro del Bramante, con la sovrastante loggia del Paradiso, sembra perdersi nell'azzurro del cielo, in una visione fantastica!



Sul chiostro dei Benefattori si erge la
facciata della Basilica



il cui interno è stato ricostruito seguendo il modello preesistente e riutilizzando, ove possibile, i frammenti marmorei di pareti e pavimento della vecchia Basilica distrutta.
La decorazione pittorica, completamente perduta nell'ultima distruzione, è in gran parte mancante.


Tra gli ambienti visitabili, la Sagrestia, il Coro, la Cripta e le Cappelle sono sicuramente da vedere, ma negli intervalli tra le sante messe.


Da non perdere, inoltre, la visita alle sale del Museo, preceduto da un porticato dove si trovano elementi architettonici rinvenuti nelle ville dell'antica Casinum romana.
Nelle sale espositive del Museo, oltre ai preziosi documenti storici, sono conservati bellissimi corali, manoscritti e legature.



Cassino - Rocca Janula

Notizie utili:
Abbazia di Montecassino - Cassino (FR) - Lazio.
Da Nord e da Sud: Autostrada
A1, uscita Cassino.

Inverno:
Orari visita (ora solare): 8,30 - 12,30 e 15,30 - 17.
Gli orari sono rigidi
. I visitatori non possono restare all'interno oltre gli orari di chiusura.


La Basilica è visitabile negli intervalli tra due messe successive.

Orari Messe domenica e festivi:
9.00 - 10,30 (in gregoriano) - 12.00

Altre notizie utili: QUI e QUI.


Itinerari nel Lazio:
Basso Lazio
1. Acropoli di Arpino - Veroli - Abbazia di Casamari - Chiostro di Casamari - Isola del Liri: la cascata grande - Monte San Giovanni Campano - weekend al castello - Colle San Magno - Aquino: chiesa di Santa Maria della Libera - Abbazia di Montecassino -


Anna Righeblu Ideeweekend


martedì 29 dicembre 2009

Luci di Natale in Piazza San Pietro

Nella Piazza antistante la Basilica, dietro le transenne poste a debita distanza, molti romani e numerosi turisti sostano per ammirare la rappresentazione della Natività.
Anche quest'anno l'essenza del Natale è celebrata con un enorme Presepe, posto al centro del magnifico colonnato berniniano.

Il nucleo della scena è costituito dalla ricostruzione della grotta, con le statue dei personaggi e con, ai lati, ambientazioni simboliche ispirate ad eventi narrati nei Vangeli di Matteo e Luca.

Accanto, l'enorme abete illuminato non riesce a rubare la scena al magnifico obelisco.

Per i romani, durante le festività natalizie, Piazza San Pietro rimane una delle mete preferite per una passeggiata, specialmente nel giorno di Santo Stefano, quando, terminati i festeggiamenti in famiglia, si torna alla "normalità"...

Anna righeblu ideeweekend

martedì 19 maggio 2009

La Verna, un weekend tra natura, arte e misticismo.

Sono tante le ragioni per visitare questo luogo, situato nell’Appennino Toscano, a circa 1100 metri di altezza sul monte Penna.
Il sito, noto per le straordinarie bellezze naturali, è frequentato da numerosi turisti e pellegrini, richiamati dalle opere d’arte e dal fascino della spiritualità del
Santuario Francescano.
La via da percorrere, una continua sequenza di curve, sembra essere una delle strade preferite dai numerosi centauri che qui è possibile incontrare.
Arrivati nei pressi di Chiusi della Verna (Arezzo), per salire alla Verna è possibile seguire due percorsi.
Uno, da compiere a piedi e più impegnativo, è quello della Beccia.
E’ un percorso naturalistico, abbastanza breve (circa 800 m), ma con un notevole dislivello nella parte intermedia e finale.
Inizia da un parcheggio posto a circa 8 chilometri dal successivo, più comodo e vicino al Santuario.

Il percorso ricalca il cammino compiuto dal Santo per salire sul monte… la foto della scogliera su cui sorge il Santuario (foto 1) è stata scattata lungo questo sentiero, abbandonato per riprendere l’automobile e arrivare al secondo parcheggio…
Superata Chiusi della Verna, dopo una serie di ulteriori curve, si arriva in un ampio parcheggio e, da qui, si raggiunge il Santuario, attraversando un bellissimo bosco di faggi, il cosiddetto Bosco delle fate.

La vegetazione del parco naturale delle foreste del Casentino è costituita da fitti boschi di abeti, faggi e aceri, con punte rocciose disposte a formare piccole grotte, o sporgenze dalle forme originali.


Tra le varie escursioni attraverso i boschi, è anche possibile salire fino alla sommità del monte Penna, da cui si gode un’ampia e spettacolare vista.

Numerose e singolari sono le formazioni rocciose in prossimità del santuario: tra tutte appaiono particolarmente interessanti la grotta con il letto in pietra e il “sasso spicco”.

Il percorso artistico, oltre agli edifici del santuario con le cappelle, comprende anche la visita alla chiesa di santa Maria degli Angeli e al Museo.
Tra le numerose opere, alla Verna è possibile ammirare molte terrecotte Robbiane, per lo più attribuite ad Andrea della Robbia e, tra queste, una delle più belle è l’Annunciazione.

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari e post correlati:

1. Arezzo: Un weekend d’arte Il Duomo - La Leggenda della Vera CroceCasa VasariIl castello di Poppi 1 -Il castello di Poppi 2 - La Verna - I Della Robbia in mostra - I Della Robbia alla Verna

2. Camaldoli

Ospitalità: Hotel Ristorante La Gravennaweekend del gusto nel basso Casentino -

mercoledì 22 ottobre 2008

Il chiostro dell’Abbazia di Casamari


Il complesso dell'Abbazia, che si trova nel territorio di Veroli, in provincia di Frosinone, è costituito da una serie di edifici, stilisticamente molto semplici e austeri, privi di decorazioni e ornamenti.
Dal giardino, situato tra le due ali del Monastero, attraverso una elegante scalinata, si arriva al magnifico chiostro, vero centro della vita monastica e di tutto l’edificio.
Qui i monaci passeggiano e trascorrono il tempo nella meditazione, nella lettura e nel silenzio.
Ha una struttura quadrangolare, legata al significato simbolico del numero quattro che rappresenta l'espressione dell'Universo.
Il giardino interno riproduce l'armonia e la bellezza del cosmo, con la rappresentazione dei quattro elementi: la terra coltivata, l'acqua del pozzo, l'aria che lo avvolge, la luce che lo illumina.

E’ circondato, sui quattro lati, da portici e, su ciascuno di essi, si aprono quattro bifore con colonnine diverse.
Nel lato sud, in uno dei capitelli, sono rappresentati i volti di Federico II, Pier delle Vigne e dell’allora abate di Casamari.

..."Il chiostro dell'anima è la contemplazione..."

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari Lazio: Veroli - Abbazia Casamari - Chiostro Casamari - Isola del Liri, la cascata grande - Civitas vetus di Arpino

giovedì 5 giugno 2008

martedì 8 aprile 2008

L’Abbazia di Valvisciolo e i misteri dei Templari


L’Abbazia si trova nel territorio di Sermoneta (LT) e sembra sia stata fondata da un nucleo di monaci provenienti da Carpineto.
Secondo la tradizione, il monastero sarebbe stato occupato dai Templari fino alla soppressione del loro Ordine.

Nella struttura si trovano segni che testimoniano ancora la loro presenza: una piccola croce patente, in un angolo del rosone, il SATOR circolare, a destra su un muro nel chiostro, e altri simboli.
Nel Sator si trova un sacro palindromo di cinque parole (SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS), disposte in 5 anelli concentrici a formare una sorta di figura a bersaglio. Ancora, sullo stesso muro, si trovano diversi nodi di Salomone e altri simboli propri dell’iconografia templare.
Un luogo mistico e affascinante dunque, dove sono concentrati molti dei simboli che la tradizione attribuisce ai misteriosi Cavalieri …
Da visitare in un fine settimana.


© Anna - righeblu ideeweekend

giovedì 20 marzo 2008

Arezzo - la "Leggenda della Vera Croce"


Nella chiesa di S. Francesco, in Arezzo, è conservato uno dei capolavori della pittura rinascimentale: il ciclo della “Leggenda della Vera Croce” di Piero della Francesca.
Gli affreschi, sopravvissuti ad una serie di drammatiche vicende, ricoprono le pareti della Cappella Maggiore.
Qui il Pittore, tra il 1453 e il 1464, dipinse il ciclo subentrando a Bicci di Lorenzo al quale l’opera era stata commissionata dai Bacci. Era stata la stessa famiglia aretina committente a scegliere il tema della Leggenda della Vera Croce, riportata in alcuni scritti sin dai primi anni del trecento.
L’affresco, frutto dell’autonomia espressiva dell’artista, si articola in 10 riquadri e colpisce per i particolari degli episodi rappresentati anche se non di facile interpretazione.

Secondo la leggenda, Adamo, in punto di morte, chiede l’olio miracoloso che l’arcangelo Michele gli ha promesso per salvargli la vita. Il figlio Set riesce ad ottenere solo un ramoscello (o dei semi) dell’albero del bene e del male. Al ritorno, trovato il padre già morto, gli pone sotto la lingua il ramoscello dal quale nasce un grande albero: da un ramo di quest'ultimo avrà origine la croce cui sarà inchiodato il Cristo Salvatore.

È questa la scena rappresentata nel primo lunettone della cappella, mentre in quello a fronte è rappresentata l’ultima scena, con la Croce divenuta simbolo dell’amore di Dio e recuperata all’adorazione del mondo cristiano.
Per chi si reca ad Arezzo è da inserire nell'elenco dei luoghi da non perdere.

© Anna - righeblu ideeweekend

Itinerari: Monte Argentario - S. Casciano dei bagni - Celle sul Rigo - Radicofani - Sarteano - Chianciano - S. Quirico d'Orcia - Montalcino - Pienza - Bagno Vignoni - Siena(il Campo) -Siena (Duomo) - Siena (libreria Piccolomini) - Arezzo: casa Vasari

sabato 12 maggio 2007

I luoghi dell’anima - Tramonti

Ci sono luoghi, per altri assolutamente privi d’interesse e forse oggettivamente brutti, che per me, invece, sono speciali: sono quelli che io definisco i miei “luoghi dell’anima”.
Il luogo in assoluto al primo posto, nel mio brevissimo elenco del cuore, è “Tramonti”. Non è un paese, è solo una piccola frazione ed è lì che sono nata. Io, almeno a livello conscio, non mi riconosco pensieri di nostalgia verso il “paese natìo”, del resto ci sono rimasta solo fino all’età di 2 anni, eppure quando sono lì “sto bene”. Cosa c’è che mi piace così tanto non so dirlo neanche io. Tutto e niente. C’è un terreno che si affaccia sulla strada asfaltata e di certo non è bello, anzi! Ci sono piante che non vengono curate da tempo in modo regolare: prima se ne occupava mio padre che, in pensione, andava a passarci le sue giornate e a curare quelle piante che avevano per lui una storia (come del resto qualsiasi altra cosa in quel posto). Il terreno è costeggiato da una stradina sterrata che porta all’ingresso della casa e questa, nonostante sia abbandonata da tempo, rimane in piedi; anche il tetto riesce a rimanere al suo posto, ma chissà quanto ancora durerà? Riusciremo a deciderci prima o poi sulla sua sistemazione? Non so, intanto quando vado da mia madre in macchina, passo di là e, se posso, mi fermo un po’. Tiro fuori la sedia e mi siedo in uno dei due punti che, secondo me, sono bellissimi: uno è un gradino più giù del pozzo, sotto l’albero di fichi, l’altro al di sopra del pozzo, appena dopo le scalette, sotto l’ulivo, dove guardando attraverso gli alberi che si trovano più in basso, si vede tutta la campagna e la vista spazia lontano, lontano…. Anche solo 10 minuti mi ricaricano di energia positiva. Dico per dire, io non credo alle cavolate dell’energia negativa e positiva, comunque è così. In questo periodo dell’anno è ancora meglio: quando scendo lungo la stradina, l’ombra delle querce e i fiori bianchi e viola degli iris, ai lati, cominciano a darmi una sensazione di benessere che migliora appena arrivo alla piccola curva del muretto a secco: lassù, nel contenimento, ci sono erbe ed erbacce ma c’è anche una distesa stu-pen-da di pervinche! E qui sento proprio i lineamenti del viso che si distendono e gli occhi e la mente che gioiscono. Nemmeno il dispiacere che provo comunque, nell’andare via con il pensiero di qualcosa che va in rovina, riesce a cambiarmi per il resto della giornata.
Gli occhi e la mente rimangono così, pieni di “bellezza”, e la mia “anima” lo sente.
© Anna - righeblu ideeweekend

P.S.: chissà se anche altri hanno un proprio”luogo dell’anima”?

L’immagine è tratta dal sito www.sentierando.it

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