sabato 29 dicembre 2007

BUON ANNO con il mio primo video

Buon anno!
Ve lo auguro con il primo video, realizzato con alcune mie immagini delle vacanze.
Attivate il suono a medio volume...la colonna sonora è carina.
"Forse" non è perfetto ma... è il mio primo tentativo ed è il pensiero quello che conta! Vero???

I luoghi sono, nell'ordine: Pienza, Montalcino, S. Quirico d'Orcia, Bagno Vignoni, Sarteano, lago di Bolsena, Sperlonga, Gaeta e Ventotene.

Un abbraccio... e "BUON 2008" !!!





Si può vederlo, anche QUI, su Youtube
© Anna - righeblu ideeweekend

domenica 23 dicembre 2007

mercoledì 12 dicembre 2007

Lavoro ricreativo?

Giovani creativi...
Un gruppo di giovani colleghi, uno stereo, una musica accattivante e una videocamera: ecco il modo per dire addio ai seminari noiosi e alle solite feste... è la sfida originale e divertente che si stanno lanciando, nel web, alcuni uffici di aziende di tutto il mondo. E si è arrivati a creare una moda, quella dei videoclip girati in ufficio, e un movimento: officelipdub.
Per quel poco che ho visto è un gioco, un'iniziativa divertente e interessante. Un po' di frizzante novità, per socializzare e per conoscersi anche a distanza, in certi settori potrebbe essere uno stimolo positivo... oltre che un'idea per vivacizzare il prossimo party aziendale natalizio.

Nel video: il gruppo che ha lanciato la sfida


Il sito in cui si trovano altri video: www.officelipdub.com
© Anna - righeblu ideeweekend

lunedì 10 dicembre 2007

Xmas 3 contest

Sono stata invitata da Liùk a partecipare a questo contest. "Non importa" come sia l'albero "va bene cmq" - ha scritto...

Il mio è rigorosamente finto, sintetico.
Ogni anno vorrei prenderne uno vero, ma col caldo che c'è in casa, morirebbe dopo 5 giorni! Vedere gli aghi sul pavimento ed essere certa della sua agonia, sarebbe per me un dispiacere e, perciò,rimango legata a quello finto.
Fare l'albero mi piace... vorrei rinnovarlo, cambiare radicalmente gli addobbi, non mettere quegli "orrendi" fili dorati...ma ogni anno, sistematicamente, arrivata all'8 Dicembre, tiro giù quello che ho e lo addobbo, così come viene... Poi mi godo le lucine, metto su la musica e lo guardo: mi piace...non mi piace...non lo so... a questo punto non sto a crearmi problemi...è quasi Natale!



© Anna - righeblu ideeweekend

Aggiornamento: per partecipare al "Xmas3 contest" , inviare una foto dell'albero all'e-mail address di Liùk:
l_a65@yahoo.it

mercoledì 5 dicembre 2007

Un weekend in cucina: La cotognata

No, non ho cambiato genere ai miei post…ma un weekend in cucina ci può stare?
La voglia di preparare la cotognata mi è venuta dopo i recenti post di Giovanna e Liùk…e così, 15 giorni fa, sono riuscita a passare in campagna.


Non ero certa di trovare ancora le mele che, purtroppo, erano tutte a terra, sotto l’unico cotogno rimasto. Ho raccolto lo stesso tutte quelle integre, fino a riempire una piccola cassetta. Finalmente, l’altra domenica sono riuscita a trovare il tempo per preparare questa “confettura”, seguendo la ricetta di Giovanna con qualche piccola modifica.
Ingredienti:

- 1 Kg di polpa di mele cotogne
- 900 g di zucchero bianco

Dopo aver lavato le mele cotogne, le ho tagliate a spicchi su un tagliere e le ho fatte sobbollire, in poca acqua, per circa 15 minuti, fino a che non si sono ammorbidite. A questo punto le ho sbucciate, private del torsolo e pesate.
Ho messo la polpa con lo zucchero in una pentola a bordi alti e poi sul fuoco, fino ad ottenere un composto fluido. Con il frullatore ad immersione ho ridotto tutto in crema e ho portato ad ebollizione continuando ancora la cottura per circa 30 minuti, a fuoco basso, mescolando con un cucchiaio di legno. Quando si è addensata, l’ho versata in alcuni piatti fondi.
L’ho lasciata asciugare in un luogo fresco per circa 3 giorni, girandola ogni giorno.

Non è perfetta a vedersi, ma l’ho già provata, è ottima…durerà poco!

© © Anna - righeblu ideeweekend

mercoledì 28 novembre 2007

Volendam

Se progettate una vacanza in Olanda, non tralasciate di visitare i pittoreschi paesini che si trovano a pochi chilometri da Amsterdam.
Volendam si trova sull’Ijsselmeer (30 minuti circa da Amsterdam con mezzi pubblici) e si affaccia su un porticciolo molto vivace.
Vi si arriva attraverso un’unica strada costeggiata da coloratissime, piccole case, e subito si rimane affascinati dall’atmosfera e dai colori.

Nelle numerose bancarelle si trova dell’ottimo pesce: aringhe dall’odore invitante, affumicate e non, anguille, varietà di pescato fritto…tutto pronto per essere gustato nei panini o nei”cartocci”.
Le ore migliori per fermarsi sono quelle che precedono il tramonto, al rientro dei pescherecci.
Si rimane piacevolmente ad osservare la ritualità dei gesti degli uomini di mare, nei ritmi lenti della consuetudine.
Nonostante il viavai delle imbarcazioni, gli aironi cinerini, assidui frequentatori del porto, si lasciano ammirare mentre sostano a lungo sulle bricole, o nelle loro evoluzioni da un peschereccio all’altro, alla ricerca di cibo.
Da Volendam , in traghetto, si può raggiungere Marken, un altro delizioso paesino, con abitazioni dalle facciate dipinte in verde o nero e i cui abitanti vestono con costumi tradizionali dai colori vivaci.



[foto 3 e 4 da web]



© Anna - righeblu ideeweekend

Itinerari d'Olanda: Amsterdam - Volendam - Delft
- Amsterdam, il Vondelpark - Gouda

mercoledì 21 novembre 2007

Netsuke

Alcuni anni fa mi regalarono tre piccole sculture, come quella nell' immagine; da subito cominciai a chiedermi cosa fossero, a cosa servissero...
La presenza di due fori (himotoshi), in ciascuna di esse, mi faceva pensare ad una sorta di strani bottoni.

La mia amica Patrizia, esperta orientalista, mi spiegò che si trattava di Netsuke, piccole sculture giapponesi, in avorio.
Questi oggetti, realizzati anche in legno, avevano una funzione pratica e decorativa. Tramite un cordoncino passante per i due fori, erano utilizzati per fissare alla cintura del kimono, che non aveva tasche, accessori in cui riporre le piccole cose quotidiane: monete, unguenti, tabacco, ecc.
Il nome significa letteralmente “radice per fissare”.
Il Netsuke, originariamente, rappresentava un oggetto di uso pratico, prevalentemente maschile; solo in seguito si trasformò in oggetto puramente estetico, con un valore relativo alla fattura e alla preziosità delle decorazioni.
Caduto in disuso, e divenuto prodotto da mercato d’esportazione (il tipo privo di fori), attualmente è tornato ad essere oggetto di particolare interesse nel settore del collezionismo.

venerdì 16 novembre 2007

Wonderful Life

“Wonderful Life”.
È il singolo di Zucchero, uscito da pochi giorni; riprende un brano reso celebre negli anni Ottanta dai Black…

A me la versione di Zucchero piace e ...anche l'originale, non mi dispiace affatto... e voi che ne pensate ?





© Anna - righeblu ideeweekend

martedì 6 novembre 2007

Viaggio in Spagna: Siviglia 4

1 – 3 Maggio 2003

Il mattino del 1° Maggio, con il treno AVE partiamo diretti a Cordoba (già postato).

Utilizziamo con profitto il nostro ultimo giorno a Siviglia (2 Maggio) negli incontri di lavoro con i corrispondenti stranieri, tuttavia, nelle pause e nel tardo pomeriggio, riusciamo ad approfondire ancora la conoscenza di questa splendida città.
Una visita alla Plaza de toros de la Maestranza, nonché al museo annesso, è d’obbligo. La cultura Spagnola, e in particolare quella Sivigliana, manifesta nell’arte della Corrida uno dei suoi maggiori elementi espressivi. Gli spettacoli si svolgono per lo più durante la Feria e dalla Domenica di Pasqua fino alla fine della Primavera; proprio in questo periodo, ci spiegano, sono famosi i “Silencios de la Maestranza”, in cui il pubblico assiste in silenzio alla esibizione gestuale del torero, fino all’apertura della Puerta del Principe…
La Corrida, per i Sivigliani, è una manifestazione caratterizzata da una ritualità molto articolata nei dettagli, vissuta con intensa emotività e passione, come molte cose in questa città; difficilmente comprensibile al turista straniero, che si limita ad assistere a quello che, superficialmente, considera uno “spettacolo” imperdibile, anche se crudele.
Nel pomeriggio riusciamo ad organizzarci per la navigazione in battello sul Guadalquivir, un modo per ammirare la città con un’altra prospettiva, indubbiamente incantevole.
La nostra ultima serata Sivigliana trascorre piacevolmente, lungo il fiume e poi alla feria.

3 Maggio. È arrivato il giorno del rientro: partiamo soddisfatti per il lavoro svolto e per le esperienze condivise e, sicuramente, con la voglia di tornare.
© Anna - righeblu ideeweekend

sabato 27 ottobre 2007

Il mare d’autunno

A me piace il mare d’autunno, mi trasmette un senso di pace e tranquillità.
Martedì ero qui:

giornata splendida, mare calmo, spiaggia quasi deserta.

E a voi piace il mare d’autunno?


domenica 21 ottobre 2007

Viaggio in Spagna: Siviglia 3


29 – 30 Aprile 2003

I festeggiamenti per la Feria continuano, in tarda mattinata, con le folcloristiche sfilate dei cavalli: un’altra testimonianza del grande legame che la cultura Andalusa mantiene con le proprie tradizioni.
Agghindati a festa con nastrini multicolori, magnifici con i loro ornamenti, i purosangue si lasciano ammirare nel loro incedere elegante. A seguire, sfilano varie carrozze che ospitano bellissime donne con acconciature tipiche, avvolte in ampie mantiglie di pizzo e con gli immancabili ventagli.
Al pomeriggio è in programma il grande spettacolo della corrida nella plaza de toros, ma noi preferiamo rimanere nella zona centrale dell’Arenal e poi, sul tardi, andare nel recinto della feria, presso la caseta di J.M. dove trascorreremo tutta la serata, e parte della notte, nella stessa allegra atmosfera del giorno precedente.

Il mattino seguente andiamo a visitare la cattedrale: imponente e maestosa, si dice sia stata costruita secondo criteri tali da renderla superiore, in bellezza, al duomo di Toledo, simbolo della Chiesa spagnola. In stile gotico, è stata edificata sul sito di una moschea preesistente, della quale rimangono solo la Giralda, l'ex minareto ora campanile, e il cortile degli aranci. L’interno è stupefacente: 5 navate e la cappella maggiore istoriata fittamente, con scene della vita di Cristo scolpite in oro. In una zona laterale si trova il sepolcro di Cristoforo Colombo e, nella Sacrestia, le sculture e i dipinti di Murillo e Goya. Saliamo poi, dall'interno della Giralda, fino alla sommità dalla quale si può ammirare un panorama mozzafiato. La meta successiva è l’Alcazar, antico palazzo reale in stile moresco con tutti gli elementi propri dell’arte Mudejar, risultato dalla fusione della tradizione artistica cristiana con quella araba. Al suo interno si possono ammirare le tipiche architetture degli ambienti, i patios ed i meravigliosi giardini. Anche oggi ci si ritrova tutti alla caseta di J. M. e soci che ci faranno trascorrere un’altra serata davvero piacevole. Per finire, all’uscita, ci concediamo una golosità: ottimi churros accompagnati da cioccolata calda!© Anna - righeblu ideeweekend
P.S.: le immagini, purtroppo, sono mediocri...

sabato 6 ottobre 2007

Viaggio in Spagna: Siviglia 2 - La Feria de Abril

28 Aprile 2003 C’è grande movimento in città e le strade sono affollate: gruppi di turisti, e donne in coloratissimi ”traje de flamenco”, procedono tutti in un’unica direzione: “el Real de la Feria”.
Siamo anche noi lì, nella grande ressa davanti all’ingresso, quando La Feria ha inizio con l’accensione della scenografica, grandiosa “Portada”: uno spettacolo magnifico, salutato da applausi e innumerevoli lampi di flash e dalla rapida accensione delle lampadine di ”calles” e “casetas” all’interno del recinto.
Attraverso la portada illuminata l’onda della folla ci conduce nel Real, ad immergerci in questa scintillante atmosfera di incredibile euforìa.
I nostri ospiti ci spiegano che, per l’organizzazione di questo avvenimento, impiegano
gran parte dell’anno poiché, oltre ad una ingente somma di denaro, occorre anche una lunga trafila burocratica.
Nell’area anteriore della caseta, si trova la zona di rappresentanza: tendaggi, lampade, lampadari e altri elementi, come sedie e quadri, arredano l’ambiente in modo appariscente mentre uno spazio è riservato alle danze. Nel retro è allestito un bar dove tapas, vino e manzanilla scorrono a fiumi. La “Sevillana”, danza molto elegante e sensuale, si balla ovunque e ad ogni ora, alternandola al flamenco. Non è possibile entrare nelle casetas se non si è soci di un gruppo o non si è invitati da un socio. Noi abbiamo la fortuna di essere ospiti dei nostri corrispondenti che ci offrono l’opportunità di visitarne anche altre. In realtà quella del municipio è aperta a tutti ma, proprio per questo, è impraticabile! Solo all’interno delle casetas si vive il vero spirito della feria, perché è il luogo di ritrovo per eccellenza: si mangia, si beve, si canta, si balla e poi ci si sposta, per salutare chi si conosce già e per conoscere gente nuova.Ci sentiamo piacevolmente coinvolti e partecipi di questa atmosfera festosa, accolti in modo simpatico e cordiale e, addirittura, trascinati nelle danze. Ai tavoli del bar si raggiunge il massimo del coinvolgimento tra “jamon iberico e serrano”, triangolini di formaggi vari, olivone, salumi, tapas a gogo, “pescado frito” ecc., il tutto accompagnato da vini e birra… ed io,
essendo praticamente astemia, devo “organizzarmi” per evitare gli alcolici!
La manzanilla è un vino con una ragguardevole gradazione alcolica e viene continuamente versato nei bicchieri di chiunque si trovi a tiro di caraffa. Si beve molto volentieri perché viene servito con ghiaccio e mescolato alla Sprite, per cui sembra più una bibita, leggermente alcolica. Facilissimo superare la misura. Ecco…io fatico molto ad evitare il riempimento insistente del bicchiere…gli spagnoli in questo sono simpaticamente insuperabili!
La prima serata/nottata è lunga, ma tutto procede piacevolmente, con il gusto del divertimento. Al rientro, è difficile dormire, dalla strada arrivano i rumori della festa che continua!
© Anna - righeblu ideeweekend

mercoledì 3 ottobre 2007

Un giorno speciale

Oggi è un giorno speciale: è il mio compleanno!

Sono felice di festeggiare e brindare virtualmente anche con voi,
amici blogger e "turisti per caso"...!

Regali? ...Sì, ho ricevuto un "gioiellino". Domani proverò, spero non sia difficile cambiare sistema, dovrò abituarmi...
Anna - righeblu ideeweekend

martedì 25 settembre 2007

Meme n. 2… 8 fatti che mi riguardano

Jajo e Jelly mi hanno coinvolta in un meme. Le regole sono semplici: bisogna parlare di otto fatti, a caso, che riguardano se stessi, in un post dedicato, scegliere altre otto persone da taggare e dire loro che sono taggate (e, ovviamente, ricordarsi di postare le regole!).Visto che non amo troppo parlare di me, lo farò cercando di non andare fuori tema…quello dei miei blog.

1. Il lago. Mi piace il lago, forse perché da ragazza andavo in vacanza sul Lago Maggiore. La prima cosa che “vidi” fu il San Carlone, e poi le isole… c’erano sempre posti magnifici da scoprire: intorno al lago, in montagna… mi divertivo da matti a raccogliere lamponi e mirtilli. Ho sempre conservato un ricordo bellissimo di quelle vacanze…e anche adesso, se possibile, mi piace trascorrere brevi periodi in posti dove ci sia almeno uno specchio d’acqua!

2. La Sardegna. In Sardegna ho trascorso vacanze meravigliose con persone simpatiche: romani, milanesi, torinesi, sardi. Organizzavamo sempre qualcosa: uscite, cene varie in cui non mancavano i formaggi, ma io, dicevo,” non avrei mai mangiato il “casu marzu”, il pecorino con i vermi”. Durante un pranzo a “Su gologone” mi passarono una ciotolina marrone, con una “cremina di formaggio” e pane carasau. La cremina aveva un gusto unico e io pian piano la finii. Applauso fragoroso di tutti: avevo mangiato il casu marzu!

3. La montagna. Vado di rado in montagna, ma amo il paesaggio e le atmosfere montane. Camminare e andare per rifugi, a rifocillarsi con strudel e coppe ai frutti di bosco o con polenta e brasato, era uno dei miei sport preferiti in estate…Una delle mie ultime volte in montagna, sono rimasta bloccata in funivia, sospesa per circa mezz’ora…lì ho capito che non era il mio mezzo di trasporto preferito…

4. L’aereo. Ho sempre evitato di spostarmi in aereo, ma ho de-ci-so, per il “battesimo del volo”, in occasione di un viaggio con alcuni colleghi. Pochi giorni prima della partenza, li ho messi al corrente della cosa e loro mi hanno dato consigli e sono stati davvero carini… anche se, forse, pensavano: “Oddio, adesso questa che farà? Ahahah, ora ci divertiamo!”. Il giorno della partenza sono arrivata in aeroporto tranquilla come non mai, senza camomilla né altro…niente di niente…puro training autogeno. Decollo: tutto ok!! Volo: una pasqua! Tranquilla, guardavo di qua, di là, giù, su, mangiavo, leggevo…e loro:sicura che sia la prima volta!!?? Sì, certo !! Atterraggio: bello!! Come una ragazzina…e chi mi ferma più?

5. La campagna. Mi piace in tutte le stagioni, ma in estate ho il timore di incontrare qualche biscia. A Ostuni, in campagna, ho avuto un incontro ravvicinato del 1° tipo. Dopo un primo blocco, adocchiato un sasso pesante, l’ho lanciato (a volte ho una mira sorprendente) contro la poverina e l’ho stordita. Poi l’ho finita con lo spazzolone per i pavimenti. Alla fine mi è dispiaciuto, ma… se fosse stata una vipera?

6. Il fumo. Da circa 2 anni ho smesso di fumare, dalla sera alla mattina. Chissà se durerà?

7. Il calcio. Come sport non mi interessa e non tifo per alcuna squadra, talvolta seguo le partite della Nazionale. Mi interessa però sapere quando trasmettono le partite in tv: sono le ore migliori per mettersi in viaggio con la macchina.

8. La colazione. Per me è il pasto più importante. Latte e caffè, crostata o ciambellone, pane tostato con ricotta e marmellata: la mia preferita è la marmellata di arance amare.

Finito, un po’ lungo…ma non siete arrivati fino in fondo, vero?
Ora dovrei nominare 8 colleghi blogger cui passare il meme:

1. Gata da Plar
2. Tess
3. Le franc buveur
4. Max
5. Luca
6. Senza panna
7. Giovanna
8. Imma


Non me ne vogliate.
© Anna - righeblu ideeweekend

sabato 15 settembre 2007

Viaggio in Spagna: Siviglia 1

26 – 27 - 28 Aprile 2003

Superata la fase di incertezza del vado o non vado, finalmente riesco a partire con alcuni colleghi per un incontro di progetto a Siviglia. Tra un aereo e l'altro, riusciamo a fare un giro anche a Barcellona e, finalmente, in serata arriviamo a destinazione, nel quartiere Triana, poco distante dal centro. Qui si trova il nostro albergo: non è il massimo quanto a comfort, ma non è stato facile trovare un alloggio poiché in questo periodo c’è grande affluenza di turisti e, pertanto, occorre spirito di adattamento.
Appena il tempo di sistemarci e poi, con i colleghi corrispondenti (spagnoli e francesi), ci dirigiamo verso il ponte di Triana, in un ristorante sul Guadalquivir dove possiamo gustare dell’ottimo pesce accompagnato da vini di qualità. Tra una portata e l'altra, riusciamo anche ad organizzare sommariamente le giornate seguenti per gli incontri di lavoro e le visite culturali.
Il giorno successivo è dedicato alla visita della città: al di là del fiume si trova la caratteristica
“Torre del Oro”, un monumento a pianta dodecagonale, così chiamata perché originariamente dotata di un rivestimento in piastrelle che la rendeva splendente.
Da qui, con i mezzi pubblici, ci dirigiamo verso la zona del “Parque de Maria Luisa” dove, tra
vasti giardini con fontane e stagni, si trovano particolari strutture costruite in occasione dell’Esposizione ispano-americana del 1929. Una delle zone più affascinanti è l’ampia “Plaza de Espana” delimitata da un edificio a semicerchio con aree e panchine decorate da piastrelle in ceramica (azulejos) mentre nella “Plaza de America” si può ammirare il Pabellon Mudejar. Torniamo in centro per fermarci nel patio di un pub irlandese a El Arenal... siamo stanchi e “ispirati” dalla posizione strategica; dopo il pranzo e le chiacchiere ci spostiamo verso il centro storico, il “Barrio de S. Cruz”. Forse, anzi sicuramente, la zona più bella di Siviglia: è l’antico quartiere ebraico, con caratteristiche, strette viuzze fiancheggiate da case bianche, deliziosi patios, inferriate, piazzette e cortili con aranci… la città e piena di aranci!
Trascorriamo tutto il pomeriggio alla scoperta degli angoli più suggestivi e in gran parte ci rilassiamo nella plaza Dona Elvira, seduti sulle splendide panchine rivestite con vivaci piastrelle. Questi rivestimenti costituiscono uno dei motivi ricorrenti sulle
facciate di diversi edifici e monumenti, nei patios, sulle panchine in muratura nelle piazzette e si differenziano per intrecci e combinazioni cromatiche.Il giorno successivo è dedicato al lavoro: negli intervalli tra i vari impegni, cominciamo a scoprire e a familiarizzare con alcune abitudini gastronomiche diffuse a Siviglia come quella del “tapear”, l’andare per tapas, cioè passare nei bar per consumare piccoli assaggi di vari cibi, con un rituale che si ripete tra amici, bevendo vino o birra, un po’ simile a quello dell’aperitivo diffuso anche da noi. Il pomeriggio lo dedichiamo in parte al riposo poiché, in serata, ci sarà l’inaugurazione che darà avvio ad una delle feste popolari, non religiose, più sentite dai sivigliani: “La Feria de Abril”.

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