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giovedì 4 giugno 2009

Jacovittaggini

Un'ape originale e "simpatica", vista qualche settimana fa...
E voi ricordate i personaggi del mitico Jacovitti?

Cocco Bill, il cow boy alla camomilla... e Tex revolver, Susanna Pullastrell, Trottalemme... i salamini, i pesci lisca e ... qualcuno ricorda il diario Vitt?Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 27 maggio 2009

Una domenica a Città di Castello

Città di Castello si trova in Umbria, nell’alta valle del Tevere e, in origine, era nota con il nome di Tifernum Tiberinum.
E’ dall’antica denominazione romana, modificata in epoche diverse, prima in Castrum felicitatis e poi, dall’anno 1000, nell’attuale Città di Castello che trova la sua origine il nome degli attuali abitanti della cittadina, detti “tifernati”, da Tiferno, appunto…
Il borgo è un tipico centro con edifici in pietra e, nella parte antica, è un concentrato di monumenti che vale la pena visitare.
Su Piazza Gabriotti si affaccia l’attuale sede del municipio, il palazzo dei Priori, costruito nel 1300 seppure in forma incompleta, mancante della torre campanaria.

Sul lato opposto della piazza s’innalza la torre civica (foto 1), detta anche torre del Vescovo, per la sua posizione, a destra del palazzo Vescovile.
Qui, sul finire del 1300, fu posto il primo orologio pubblico.
Molto particolare è un’altra “torre”, quella del romanico campanile cilindrico (foto 2) annesso alla cattedrale, dedicata ai Santi Florido e Amanzio.
Il Duomo presenta una facciata incompiuta, con una parte
bassa caratterizzata da forme barocche e una parte alta rinascimentale, come l’interno, semplice ed elegante. Sul fianco, un’elegante scalinata conduce all’altezza dell’ingresso laterale, costituito da un magnifico portale gotico. Sull’altro lato del Duomo si trova il Museo Capitolare, con reperti d’arte Sacra, una Madonna con bambino del Pinturicchio

e un dipinto di Rosso Fiorentino: “Cristo in gloria”.

Di questo museo potrei ricordare: il costo non proprio contenuto, e “comprensivo” di servizi aggiuntivi da me non sollecitati … la scarsa illuminazione di alcune sale espositive.


Ma … non si può pretendere la perfezione e… un museo non sempre è l’immagine di una città…


Anna righeblu ideeweekend

giovedì 30 aprile 2009

Catania, il fiume nascosto


Si può visitare Catania nell'arco di 3-4 ore? Non proprio... ma, nell'attesa dell'imbarco si può parcheggiare all'interno del porto e dirigersi verso il centro, per un primo approccio con il salotto cittadino, la bellissima piazza del Duomo.
Gli edifici più importanti sono qui, in questo grande spazio che gravita intorno alla fontana dell'Elefante, ispirata a quella della Minerva a Roma.


Il piccolo elefante di lava, detto "u liotru", poggia su un basamento con le statue dei fiumi Simeto e Amenano e sorregge, a sua volta, un obelisco egizio con segni del culto di Iside.
Al di sopra di esso, si trova una sfera con le insegne di Sant'Agata, protettrice della città.


Il Duomo (purtroppo chiuso nel pomeriggio di Sabato...) fu dedicato alla Santa e costruito sulle antiche terme Achilliane.
Al suo interno si trovano reliquie, tombe e tesori di notevole interesse.
Su un lato della piazza sorge un'altra fontana, la fontana dell'Amenano, il fiume sotterraneo che sbocca nello Ionio, proprio nei pressi del porto.
Anticamente il fiume, ora "nascosto", scorreva in superficie e alimentava un lago, il lago di Nicito.
La lava dell'Etna del 1669 coprì gran parte della città compreso il lago di Nicito e i numerosi canali in cui si divideva il fiume Amenano che, però, continua a scorrere nel sottosuolo, fino ad emergere nella fontana omonima, per poi scendere verso la pittoresca "Pescheria" e gettarsi nello Jonio.


Anna righeblu ideeweekend

sabato 4 aprile 2009

Il bosco sacro di Bomarzo

[Il Drago]

.... La "Villa delle Meraviglie"...


Quando fu realizzata, per volere del Principe Pier Francesco Orsini, la villa doveva essere un parco pieno di creature fantastiche e mostruosità, sapientemente scolpite nella pietra e .... CONTINUA QUI...

Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 1 aprile 2009

Castiglione in Teverina – il borgo antico


Al confine tra Umbria e Lazio, in una zona ricca di testimonianze etrusche, sorge Castiglione in Teverina, paese con una parte moderna costruita a ridosso di un incantevole e antico borgo, denso di case, vicoli e scale in pietra.

Dalla Piazza Maggiore, con la bella Chiesa Collegiata dei SS Filippo e Giacomo, si entra nel borgo di origine medioevale, dominato dalla rocca Monaldeschi. Da qui è tutto un susseguirsi di scorci deliziosi, con belle vedute sulle Valli Tiberine fino a scorgere il piccolo lago di Albiano. Nelle campagne vicine, appena fuori dal paese, si trovano alcune chiese campestri, come quella della Madonna delle nevi, risalente al 1500. Da qui, percorrendo la via che porta a Bagnoregio, si può visitare il piccolo centro di Lubriano, situato in buona posizione sulla splendida valle dei calanchi e con una vista invidiabile su Civita di Bagnoregio.

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: BagnoregioCivita di Bagnoregio – Lubriano - Castiglione in Teverina – Bomarzo - Lago di Bolsena

lunedì 23 marzo 2009

La città sospesa, le mie immagini in video

Le mie immagini in video... (Regolate il volume sui toni medi)



Immagini di Civita di Bagnoregio, la città sospesa... in un'altra dimensione, sul paesaggio lunare della stupenda valle dei calanchi.
Ancora vitale e pulsante, per la tenacia e l'amore della gente che qui vive, senza lo stress e gli affanni della nostra dimensione.
Bellissima, si raggiunge solo a piedi, attraverso un lungo ponte ... da vertigini...

E voi, potreste vivere in un posto così?

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: Bagnoregio - Civita di Bagnoregio - Lubriano - Castiglione in Teverina - Lago di Bolsena - Bomarzo

mercoledì 11 marzo 2009

Saturnia – alla scoperta dell’acqua calda


Finalmente un weekend soleggiato! Soleggiato ma ventoso… e allora, piuttosto che al mare, decidiamo per una puntatina nell'entroterra Maremmano: si va a Saturnia, alla scoperta dell’acqua calda! … Per andare poi anche alla scoperta del tufo!
Prenotiamo a "La Fonte del Cerro", una residenza turistico-alberghiera poco distante dalle cascate del mulino.
L’ambiente è semplice ma accogliente, con camere e appartamenti arredati e
organizzati in essenziale e gradevole rustico toscano.
E’ abbastanza pieno e c’è
disponibilità per un appartamento, molto grazioso e con bella vista sulla rocca di Saturnia. La residenza non ha un ristorante proprio e, per la cena, si va in uno dei vicini ristoranti consigliati (eccellente quello che poi abbiamo scelto), mentre la ricca colazione, con ottimi dolci e salati di produzione propria, è servita in un’accogliente e luminosa sala comune.
Per accedere allo stabilimento termale, gli ospiti possono utilizzare una convenzione ad hoc, sulla base delle esigenze personali.
Dalla strada, una panoramica dall’alto delle cascate del Mulino che, come si vede, sono già molto frequentate.
Qui ci si può immergere liberamente nelle calde acque sulfuree che affluiscono, copiosamente, nelle grandi vasche naturali scavate nel travertino.
Queste sono direttamente collegate al Cerro, attraverso un sentiero.

Nel pomeriggio, la nostra prima tappa è Saturnia, piccolo borgo di antichissime origini che, però, conserva solo poche e frammentarie memorie del passato.
Sono visibili alcuni resti di mura etrusco-romane
racchiuse nella cinta muraria senese e, dietro la Chiesa di Santa Maria Maddalena, i ruderi della rocca Aldobrandesca, con il Castello Ciacci edificato in epoca recente, in stile neomedievale. A lato della rocca si trova la porta Romana di Saturnia, sospesa su un tratto di strada basolata, resto dell’ antichissima Via Clodia, del 183 a.C., che la collegava direttamente a Roma. Da qui siamo andati alla scoperta del tufo, a Sovana, uno dei borghi più belli d’Italia…CONTINUA SU IDEEWEEKEND

Anna righeblu ideeweekend

venerdì 27 febbraio 2009

Botticelle romane in pensione.

“Scendere dalla carrozzella per salire sulla Balilla d´epoca.
Potrebbe essere questa l´ultima novità sul fronte delle "botticelle", «quell’anacronistica istituzione che va abolita»” ….(da espresso.repubblica.it)


Per quanto mi riguarda, non sono mai andata in “carrozzella” e non ne vedo la necessità… ma, i turisti, potranno rinunciare alle “romantiche” passeggiate romane in calesse?


E voi, cosa ne pensate?

Le foto sono state scattate in Luglio del 2008.

In video, un grande, sempre attuale "Aldo Fabrizi cocchiere"...




Aggiornamento del 5 Marzo: la cara amica blogger Gatadaplar, mi segnala un articolo che annuncia la definizione della questione, seppur in via sperimentale.

Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 11 febbraio 2009

Castello Spinola – Campo Ligure


“Vedendo che nel tuo blog hai delle belle foto, ho pensato che era il caso di inviartene una. Saluti da Genova.”
Questo il testo della mail, ricevuta da M.P. il 7 Febbraio, e corredata dalla foto, senza altra indicazione che un numero.
Non mi pare di conoscere il mittente e, comunque, ne indico soltanto le iniziali.
Senza dubbio la foto mi ha incuriosita e, dopo un’accurata ricerca in rete, ho scoperto che l’edificio ritratto è il Castello Spinola di Campo Ligure, provincia di Genova.

Dopo varie incertezze, ho deciso di farne un post, riportando solo alcune notizie essenziali, recuperate qua e là, da vari articoli presenti in rete.
Se M.P. vorrà, potrà fornirmi altre notizie per un’eventuale integrazione e aggiornamento del post.


- L’incerta origine del Castello si fa risalire al Medioevo, in un periodo di difficile datazione a causa di diversi e successivi interventi edilizi.

La fortezza, infatti, sarebbe stata più volte attaccata e danneggiata, nel corso di frequenti battaglie e assedi scaturiti da tensioni tra il comune di Genova e i marchesi Del Bosco.

In seguito, per un lungo periodo divenne proprietà degli Spinola, che la fortificarono e la abitarono fino al XVIII secolo, quando decisero di abbandonarla definitivamente, fino a lasciarla andare in rovina…


Negli anni novanta, il Castello è passato sotto la tutela del Comune che, dopo averlo acquistato, ha avviato un'attività di restauro conservativo, portando l’antico Castrum a riacquistare, nella forma, sembianze strutturali molto simili a quelle originarie. -

La foto è stata leggermente ritoccata

Anna righeblu ideeweekend

martedì 20 gennaio 2009

Arezzo – il Duomo

La mia visita ad Arezzo, nell’ultimo weekend, è iniziata dalla Cattedrale, considerata l’edificio più importante della città.
La parte alta, all’interno delle mura, infatti, è dominata proprio dal maestoso edificio del Duomo.
Risultato di un insieme di stili e rimaneggiamenti, è un condensato di interessanti testimonianze storiche e artistiche, che meritano una visita accurata.
La cattedrale si presenta (all’uscita del comodo percorso di accesso su scale mobili), al centro di un’ampia scalinata in travertino.
Il colore bianco della gradinata, in contrasto con il colore della pietra arenaria dell’edificio, mette in risalto la struttura della solenne facciata, parzialmente grezza nella parte antica e con decorazioni di gusto liberty nella parte più recente.
L’interno, gotico, è illuminato dagli splendidi
effetti cromatici delle vetrate, opere dell’artista francese de Marcillat.


A sinistra si apre la Cappella della Madonna del Conforto, dedicata all’immagine in maiolica della Madonna di Provenzano che, secondo la leggenda, pur annerita dalla fuliggine, avrebbe manifestato all’improvviso tutta la sua lucentezza a tre calzolai in preghiera, annunciando così la fine del terremoto del 1796.
La storia mi è stata raccontata sabato, durante l’ultimo weekend, dal gentilissimo custode, che mi ha consentito anche di fotografare le bellissime tavole invetriate di Andrea della Robbia.


Sempre sulla parete sinistra, quasi nascosto dal grandioso monumento sepolcrale del Vescovo Tarlati, si trova “la Maddalena”, uno degli affreschi più noti e affascinanti di Piero della Francesca.

Il volto e la figura esercitano, infatti, una notevole impressione sull’osservatore…
Il pittore la dipinse nel periodo in cui portava a termine la sua opera maggiore, “la Leggenda della Vera Croce”, nella chiesa di San Francesco, di cui posterò ancora...

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: weekend d'arte, Arezzo - il Duomo - Chiesa di San Francesco - La Leggenda della Vera Croce - Pieve di Santa Maria - Piazza Grande - casa Vasari
- I della Robbia in mostra ad Arezzo

Itinerari del gusto: La Gravenna - Buca di San Francesco

sabato 27 dicembre 2008

Torri di Roma - Torre della scimmia


[foto di gclemens da Flickr]

Tra gli innumerevoli monumenti storici, a Roma si contano anche alcune torri medievali, isolate o inglobate in edifici di epoca successiva. Una di esse è situata in Via dei Portoghesi – tra Via dell’Orso e Via dei Pianellari, nel rione Ponte – ed è nota come “Torre della Scimmia”, in ricordo di una leggenda popolare romana. 
Si narra che nella torre vivesse un nobile, con una scimmia e un unico figlio ancora in fasce.
Un giorno la scimmia avrebbe afferrato il neonato e, salita sulla sommità della torre, urlando e saltellando come un diavolo, ne avrebbe messo a repentaglio la vita facendolo penzolare nel vuoto.
L’uomo, rientrando a casa, avrebbe trovato in strada un gruppo di persone accorse, raccolte in preghiera a supplicare la Madonna per la salvezza del piccolo.
Egli stesso avrebbe fatto voto a Maria di dedicarle un tabernacolo perpetuo in cima alla torre.
Finalmente, la scimmia sarebbe tornata giù riconducendo con sé il bimbo e deponendolo nelle braccia del padre.

Da allora, per volere del nobile, davanti a una statua della Vergine posta sulla sommità della torre, è sempre accesa la luce di una lampada.
La torre, di forma quadrangolare, fu eretta in origine dai Frangipane e poi inglobata nel palazzo Scapucci.

Più che all'importanza storica, la sua notorietà si deve proprio alla leggenda legata alla scimmia.


Anna righeblu ideeweekend

Itinerari.
Piazza della Rotonda - Piazza Navona, mercatino - Piazza di Tor Sanguigna - Tevere - Castel Sant'Angelo - Via dell'Orso - Torre della scimmia

lunedì 22 dicembre 2008

Natale a Roma - Via dell’Orso

Una foto per entrare nella magica atmosfera natalizia di Roma.


Alberi di Natale sul loggiato: decorazione classica, essenziale, emozionante… basta poco, a volte, per sentire l’aria di festa!
Un angolo, uno dei tanti, non uno qualsiasi: è in Via dell’Orso, non lontano dal Porto di Ripetta.

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari. Piazza della Rotonda - Piazza Navona, mercatino - Piazza di Tor Sanguigna - Tevere - Castel Sant'Angelo - Via dell'Orso - Torre della scimmia

domenica 14 dicembre 2008

La piena del Tevere


Il pericolo di un’esondazione del Tevere, a Roma, sembra al momento scongiurato.
La prima foto, in alto, è stata scattata il 12 Dicembre, quando si temeva l’effetto maggiore.
Le altre foto sono state scattate oggi, nel pomeriggio.

Il livello del'acqua è diminuito.


Un barcone si è appoggiato alle arcate di Ponte Sant'Angelo.

Sotto, le grandi manovre delle forze dell'ordine per liberare le arcate dal barcone.
Il traffico e il transito dei pedoni sono stati bloccati e tutta l'area è stata transennata.

Con l'intervento degli incursori della Marina militare, sono state fatte saltare due cariche di esplosivo... ma il barcone, per quanto si è visto dal ponte Umberto, non si è spostato né ha ceduto.
La foto sotto è stata scattata dopo la seconda esplosione.
Anna righeblu ideeweekend

Itinerari. Piazza della Rotonda - Piazza Navona, mercatino - Piazza di Tor Sanguigna - Tevere - Castel Sant'Angelo - Via dell'Orso - Torre della scimmia

venerdì 12 dicembre 2008

Amsterdam, luci sull'acqua

Solo un'immagine per ricordare... Amsterdam.

E a voi succede di associare un luogo a un'immagine?

Anna righeblu ideeweekend

martedì 27 maggio 2008

Ventotene - isola del vento

Le previsioni del tempo erano pessime e, purtroppo, veritiere.
Da lunedì 19 a giovedì 22: grigio, pioggia, vento, brevi schiarite, bello il giorno del rientro, ma con mare ancora mosso.
Come nello scorso anno, 4 giorni di camposcuola, con un programma di corso di avvicinamento alla navigazione a vela (Lega Navale) da rispettare… non facile con un tempo così.

Comunque tutto è andato per il meglio, con riadattamenti sul filo dell’ultimo secondo e
qualche passeggiata interrotta dal diluvio. Siamo riusciti a completare tutto il programma, anche il giro intorno all'isola in barca!
Ventotene è sempre la stessa, un'opera d'arte naturale dal fascino immutato ma, con la pioggia ed il vento, mette un po’ di tristezza.
Qualche foto sono riuscita a farla…ma non a scaricarle tutte: problemi alla memory card… a quanto pare irrimediabili, pazienza... inserisco quelle che sono riuscita a salvare e, per il resto, ci sono quelle dello scorso anno.

In alto: lo "scoglitiello"

In basso: la scia della partenzail mare e il cielo grigiA Ventotene: la "nave di fuori"l'isola di Santo Stefanofiori in giardinofiori spontanei: a me sembra un papaver somniferum!!!fichi d'india in fiore

© Anna - righeblu ideeweekend

venerdì 1 giugno 2007

4 giorni a Ventotene – 4

17 Maggio 2007 – Strano! Questa mattina i ragazzi non si svegliano, devo passare a bussare con forza perché si preparino per la colazione. Io mi sono alzata con un tremendo mal di testa e spero solo che mi passi presto: oggi facciamo il giro dell’isola in barca a motore. Dopo aver sistemato i bagagli e lasciato le stanze, andiamo con Irene al porto romano, dove ci aspettano le barche. Ci dividiamo in 5 gruppi e cominciamo la nostra avventura; il mare sembra abbastanza calmo.
I ragazzi sono allegri e io scatto qualche foto, il mare è di un colore blu intenso, molto bello. Mentre ci allontaniamo dal porto verso la zona più esposta, notiamo che il movimento della barca è sempre più oscillante, il mare è mosso. Il marinaio mi raccomanda di fare in modo che i ragazzi siano fermi e si tengano ai bordi. Si balla un po’, spero che non soffrano il mal di mare e comincio a chiedermi quando arriveremo. Superiamo la barca con il gruppo di Irene e, in ogni modo, mi rendo conto che vale la pena osservare le coste che salgono dal mare, con le rocce che mostrano gli strati che si susseguono, le pieghe e gli intensi fenomeni di erosione che le scolpiscono e le scavano, soprattutto dal basso. Ogni tanto si vede qualche punto franato e si intuisce che l’opera di demolizione dell’isola è già iniziata da un pezzo.
Finalmente arriviamo in vista del porto! Qualcuno confessa di essere arrivato quasi al mal di mare. Appena scesi, i ragazzi avvistano l’unica pizzeria che c’è e vanno all’arrembaggio, sono affamatissimi, in sostanza finiscono tutto ciò che c’era di pronto! Ma… non avevano quasi il mal di stomaco a causa del mare mosso? .. Quando tutti i gruppi sono arrivati andiamo verso la piazzetta, sulla salita del porto: i ragazzi vogliono acquistare qualche regalino da portare a casa. Torniamo poi in albergo per il pranzo: buffet in terrazza. Alla fine i resti dei pasti attirano tanti gabbiani che, addirittura, si posano sui tavoli. Andiamo al porto nuovo dove il traghetto parte alle 15. Un po’ di dispiacere per la partenza: molti ragazzi avrebbero terminato la settimana qui e anche noi prof., nonostante la stanchezza, siamo state bene. Ci stacchiamo dal porto, ancora qualche foto e poi dentro, a vedere la tv. Arriviamo a Formia in orario e già il nostro pullman ci aspetta. L’autista è tanto gentile da sintonizzarsi sul canale che trasmette la partita. Povere le nostre orecchie! Arriviamo in orario e, per fortuna, ci sono già tutti i genitori che si riappropriano dei figli, quasi tutti senza voce!
© Anna - righeblu ideeweekend

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