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domenica 2 settembre 2012

Ideeweekend nel giardino senza tempo



Un'idea weekend da non perdere,  tra rose, storia e leggenda: è il giardino senza tempo di Castello Quistini a Rovato, in provincia di Brescia


Dal 2 Settembre il percorso storico e botanico del castello franciacortino si rinnova grazie ai colori e alle fioriture autunnali.
“Arriva l’Autunno e riaprono i giardini di Castello Quistini, luogo magico senza tempo tra le terre della Franciacorta ... continua QUI.
 
Anna - Righeblu - Idee weekend

 

martedì 21 febbraio 2012

Le grotte di Catullo

Non sono un'attrazione speleologica ma, se vi trovate a passare da Sirmione, sono assolutamente da non perdere!
Il termine "grotte" è rimasto in uso sin dalla loro scoperta, avvenuta nel Cinquecento, quando i primi ruderi furono rinvenuti sulle rive del lago, quasi a formare caverne ricoperte dalla vegetazione.
In realtà, le "grotte di Catullo"  rappresentano un importante sito archeologico con i resti di una imponente villa romana, la più grande che si conosca nel Nord d'Italia.

Si trova in una splendida posizione, sulla punta della penisola di Sirmione, protesa sulle acque del lago di Garda.
Non è certo che appartenesse alla famiglia del grande poeta latino da cui deriva il nome e che, proprio qui a Sirmione, aveva una residenza in cui amava soggiornare lontano dagli affanni di Roma.

La villa, i cui resti sono stati riportati alla luce nel corso di successivi interventi di scavi e restauri, è posta all'interno di un'area museale in cui sono conservati numerosi ed importanti reperti provenienti anche da altri siti archeologici dell'area del Garda.
Dalle ricostruzioni in 3D è possibile riconoscere, nella struttura della grande villa, la dislocazione degli ambienti e la loro destinazione d'uso.

Il settore più interessante è costituito dal doppio criptoportico a pilastri, originariamente costituito da un lungo ambiente coperto, formato da due larghi corridoi, forse utilizzati per momenti di svago e piacevoli passeggiate.
Nella parte centrale, la villa presenta un grande spazio aperto che, attualmente, è occupato da un oliveto.
Su uno dei lati è situato il settore termale, che comprendeva una grande piscina e gli ambienti annessi.

I resti della grandiosa villa sono oltremodo interessanti per la splendida posizione: da qui, tra porticati, archi e terrazze è possibile inquadrare meravigliosi e indimenticabili scorci di lago, come quello, imperdibile, della Trifora del Paradiso...

Notizie utili:
link sito "Grotte di Catullo e Museo Archeologico di Sirmione" (BS)

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Anna - Righeblu - Idee weekend

martedì 10 gennaio 2012

Sirmione, una fantastica idea vacanza



Cominciate a fantasticare e immaginate…
Sirmione… bellissima al mattino, nella luce azzurro-violetta riflessa dal Garda, magnifica alla sera, nella calda…

giovedì 24 giugno 2010

Si fa presto a dire strega...

[immagine da google images]
Quante volte diciamo: " ...è una strega!!!" per indicare una donna cattiva, brutta, maligna… o anche una donna bellissima…  diabolicamente scaltra o dotata di spiccata sensibilità, magari associata ad atteggiamenti stravaganti!

Già, si fa presto a dire strega… ma come la rappresentiamo nel nostro immaginario?

Ancora svolazzante a cavallo del suo manico di scopa... oppure intenta a rimestare pozioni nel calderone?

Comunque la immaginiamo, rimane una figura inquietante: donna semplice ma anche abile guaritrice ed esperta conoscitrice d'erbe, trasgressiva, intrigante, temuta e segnata dal pregiudizio e dal sospetto.

Segni di riconoscimento? Avere un gatto nero, i capelli rossi e il segno del diavolo: un neo nell'iride dell'occhio...
questo nei secoli bui della "caccia alle streghe".
(ehi tu! Stai cercando insistentemente questo post con chiavi di ricerca varie...  ma non crederai mica a queste cose! Questo è solo un post, un banale post... non credi che postresti usare meglio il tuo prezioso tempo? Comunque, se sei un lettore interessato, benvenuto!)

E ai nostri giorni?
Vi capita di associare l'immagine della strega a qualcuno?
Oppure, di pensare che qualcuno possa essere oggetto di una metaforica "caccia alle streghe"?



PS:
Partendo da una ricerca in rete, sulla piazza del Kuerc di Bormio (in alto),  ho scovato qualche sito con documenti originali su "la stregoneria nel contado di Bormio" e, inoltre, un interessante articolo sulla storia e tradizioni dell'Alta Valtellina, di Daniela Valzer (da "La Provincia di Sondrio" del 9 Ottobre 2004)  che vi segnalo:

"Cega, la strega che morì di vecchiaia"

"Incuteva paura solo a nominarla. Quasi che, sfuggente ed insidiosa, si potesse materializzare all’improvviso. Da Domenica Pradella, la Castelera, bisognava tenersi alla larga perché era la «priora delle streghe» e nel ‘600, quando visse, certamente la più temuta tra le persone che godevano di connivenza con il Demonio. Ciononostante (o forse proprio per questo) fu l’unica a morire di vecchiaia e non sulla forca al Prà della Giustizia. Inafferrabile come la nebbia (tanto che la si diceva anche «cega») la Castelera è uno di quei personaggi su cui la storia maggiore scivola distratta, ma che invece meriterebbe un’ampia biografia. Le informazioni sul suo conto non mancano."
Se vi va, continua QUI e buona lettura! 

Anna Righeblu Ideeweekend 

giovedì 22 ottobre 2009

Affreschi recuperati - Bormio, chiesa di Santo Spirito.

Un esterno così semplice trarrebbe in inganno chiunque e, se non ci fosse il cartello turistico, la chiesa di Santo Spirito passerebbe quasi inosservata.
E’ uno degli edifici più antichi e sorprendenti di Bormio, con un interno assai semplice ma pieno di affreschi particolarmente belli.

La chiesa, edificata nell’XI secolo e sconsacrata all’inizio del XIX, è stata utilizzata come magazzino e abitazione e si trova in Via Roma, poco distante dalla chiesetta di San Vitale.

Al suo interno, con una sola navata e la volta a botte, presenta numerosi affreschi, recuperati grazie ad un recente, provvidenziale restauro.

I dipinti, opera di artisti bormini come il Sermondi e milanesi come De Buris, risalirebbero al XV secolo.

La volta presenta la rappresentazione della Trinità con gli evangelisti, e la discesa dello Spirito Santo sui dodici apostoli nel giorno della Pentecoste.

Tra loro, stranamente, sono raffigurate anche la Madonna e la Maddalena, la cui presenza non è citata negli Atti degli apostoli.

Soprattutto la presenza di quest'ultima appare più insolita, anche se si giustifica con il culto che, per la Maddalena, era particolarmente sentito nel Bormino.

Se siete a Bormio, cercate la chiesa sconsacrata: è assolutamente da vedere!

Anna righeblu ideeweekend

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lunedì 28 settembre 2009

Il ponte di Combo


Con la sua unica e ampia arcata a schiena d’asino sovrasta le acque del Frodolfo, il torrente che attraversa Bormio scendendo dalla Valfurva.

Di origini antichissime, all’epoca della Repubblica veneta rappresentava l’unica via in ingresso e in uscita dalla città e, per i mercanti provenienti dal passo Gavia, era punto di sosta obbligata: la vecchia dogana si trovava proprio qui, in prossimità del ponte.

La sua origine sembra risalire al XIV secolo anche se, in seguito ad una rovinosa alluvione, fu ricostruito circa due secoli dopo.

Nella sua parte centrale si trovano due edicole votive nelle quali sono raffigurati San Giovanni Nepomuceno e la Santa Croce.


E’ tuttora aperto al traffico e conduce nella storica contrada di Combo, sui cui vicoli si affacciano le antiche case rurali con le finestre traboccanti di fiori.

Su una delle piazzette si trova la trecentesca chiesa di S. Antonio che, all’interno, custodisce il Santo Crocifisso e diversi affreschi.


Le varie leggende sul Santo Crocifisso di Combo evidenziano la natura miracolosa della sua origine affiancandola ad eventi eccezionali legati alle tradizioni locali.

La devozione popolare, nel tempo, l’ha reso protagonista dei cosiddetti “trasporti”: solenni processioni indette in occasione di calamità naturali, con passaggio sotto monumentali archi in legno, allestiti appositamente per l’evento, e adornati con rami di pino.


Anna Righeblu Ideeweekend


Itinerari: Bormio, centro storico - il ponte di Combo - ex chiesa di Santo Spirito, affreschi recuperati -


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domenica 6 settembre 2009

Sciatt


“Questa sera ci sono gli Sciatt !” annuncia raggiante la signora A., mentre sistema il menu sulla tavola già pronta per la colazione, e chiede, rivolta a noi: “Voi ne prendete?”

Rapida occhiata coniugale… e risposta “Direi proprio di sì, immagino siano specialità locali…”… e lei: “Sì, certo, sono frittelle di grano saraceno, ripiene con formaggio, molto buone, una specialità della Valtellina”…

…Già! Eravamo in vacanza a Bormio, presso l’accogliente hotel Vallecetta

e gli “Sciatt”, buonissimi, li abbiamo gustati, come antipasto, nell’ottimo ristorante dell’hotel, in uno dei quattro giorni trascorsi nella cittadina.

Le frittelle sono delle palline irregolari, gonfie e di colore variegato, servite su una base di cicorino tritato sottilmente.

Ecco la ricetta:

per 4 persone:

farina di grano saraceno: 300 g

farina bianca comune: 200 g

pane grattugiato: 2 cucchiai circa

formaggio Casera tagliato a cubetti: 300g

acqua gasata: ½ bicchiere circa

birra: 1 bicchiere circa

grappa: ½ tazzina da caffè

sale

olio per friggere

cicorino da insalata, tagliato sottile e condito

Procedimento:

In una ciotola mescolare le farine e impastare, con acqua gasata, birra e grappa, fino ad ottenere un impasto denso (se necessario, regolare la consistenza aggiungendo gradualmente il pane grattugiato). Salare leggermente, coprire con un panno e lasciare riposare per circa 1 ora e mezza. Tagliare a dadini il Casera e conservarlo in frigo.

Trascorso il tempo di riposo della pasta, unire i dadi di formaggio. In un tegame, riscaldare un’abbondante quantità d’olio e, utilizzando due cucchiai, lasciarvi cadere i cubetti di formaggio, uno alla volta, con poco impasto. Devono essere ben distaccati, in modo che possano friggere e gonfiarsi. Quando sono ben dorati, scolarli su carta assorbente e servirli, ben caldi, sul cicorino condito.

PS: ho appuntato la ricetta velocemente, scambiando due chiacchiere con una simpatica signora di Bormio, in attesa del bus navetta. Spero non ci siano inesattezze, io non l’ho ancora sperimentata…

E, per la cronaca, in dialetto valtellinese “sciatt” vuol dire “rospo”!

Anna - righeblu - ideeweekend

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martedì 25 agosto 2009

Vacanze in montagna: Bormio

Piazza Cavour

Il centro storico.

Una breve vacanza progettata all’ultimo momento… per sottrarsi alla morsa dell’afa romana e con il pretesto dell’avvicinamento alla definitiva méta delle vacanze!

Bormio

Bormio si è rivelata un concentrato di piacevoli ed interessanti proposte… a condizione di riuscire a scoprirle tutte… impresa ardua in soli quattro giorni!

centro storico

Per cominciare, nel delizioso ed animato centro storico è possibile ritrovare molte testimonianze delle trascorse vicende e della ricchezza culturale di questo territorio, oggi noto prevalentemente come stazione termale e sciistica.

La storia di Bormio è legata alla Valtellina e alla sua posizione strategica, prossima ai valichi alpini verso l’Europa.

Furono proprio le dispute sul territorio a consentirle l’acquisizione di importanti privilegi sui dazi delle merci in transito e una crescente autonomia e ricchezza.

Ancora oggi è possibile “respirare” lo splendore della cultura e del passato di questa antica Contea alpina, a partire dal “cuore” di Bormio, la Piazza Cavour o del “Kuerc”.

Nella piazza, leggermente in salita, si trovano i monumenti più significativi della cittadina:

il “Kuerc” (coperchio, in dialetto bormino, utilizzato per le adunanze e l’amministrazione della giustizia), la Torre delle ore,

la Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio e, sui lati opposti, si possono ammirare antichi palazzi nobiliari con notevoli portali in legno e facciate decorate da affreschi simbolici.

Sul retro della piazza, in alto, si trova il “Quadrilatero degli Alberti”, un gruppo di antichi edifici appartenuti agli Alberti, nobili e potenti signori di Bormio.

Della stessa famiglia è l’omonima torre (del XIII secolo) in pietra grigia, posta lungo l’arteria pedonale di Via Roma.

Sulla stessa via si trova la trecentesca Chiesa di San Vitale, in stile romanico, con facciata a capanna e resti di affreschi trecenteschi all’interno e in parte delle pareti esterne.

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Bormio: centro storico - il ponte di Combo - ex chiesa di Santo Spirito, affreschi recuperati

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giovedì 13 agosto 2009

giovedì 6 agosto 2009

Una sera a Lecco...


Entrare a Lecco, ieri sera, dopo diversi chilometri alle spalle e altri ancora da fare… è stato risolutivo!
E “quel ramo del lago di Como” si è rivelato come la visione più gradevole che mi potessi aspettare di trovare, a quell’ora…

Anna Righeblu Ideeweekend

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