giovedì 24 giugno 2010

Si fa presto a dire strega...

[immagine da google images]
Quante volte diciamo: " ...è una strega!!!" per indicare una donna cattiva, brutta, maligna… o anche una donna bellissima…  diabolicamente scaltra o dotata di spiccata sensibilità, magari associata ad atteggiamenti stravaganti!

Già, si fa presto a dire strega… ma come la rappresentiamo nel nostro immaginario?

Ancora svolazzante a cavallo del suo manico di scopa... oppure intenta a rimestare pozioni nel calderone?

Comunque la immaginiamo, rimane una figura inquietante: donna semplice ma anche abile guaritrice ed esperta conoscitrice d'erbe, trasgressiva, intrigante, temuta e segnata dal pregiudizio e dal sospetto.

Segni di riconoscimento? Avere un gatto nero, i capelli rossi e il segno del diavolo: un neo nell'iride dell'occhio...
questo nei secoli bui della "caccia alle streghe".
(ehi tu! Stai cercando insistentemente questo post con chiavi di ricerca varie...  ma non crederai mica a queste cose! Questo è solo un post, un banale post... non credi che postresti usare meglio il tuo prezioso tempo? Comunque, se sei un lettore interessato, benvenuto!)

E ai nostri giorni?
Vi capita di associare l'immagine della strega a qualcuno?
Oppure, di pensare che qualcuno possa essere oggetto di una metaforica "caccia alle streghe"?



PS:
Partendo da una ricerca in rete, sulla piazza del Kuerc di Bormio (in alto),  ho scovato qualche sito con documenti originali su "la stregoneria nel contado di Bormio" e, inoltre, un interessante articolo sulla storia e tradizioni dell'Alta Valtellina, di Daniela Valzer (da "La Provincia di Sondrio" del 9 Ottobre 2004)  che vi segnalo:

"Cega, la strega che morì di vecchiaia"

"Incuteva paura solo a nominarla. Quasi che, sfuggente ed insidiosa, si potesse materializzare all’improvviso. Da Domenica Pradella, la Castelera, bisognava tenersi alla larga perché era la «priora delle streghe» e nel ‘600, quando visse, certamente la più temuta tra le persone che godevano di connivenza con il Demonio. Ciononostante (o forse proprio per questo) fu l’unica a morire di vecchiaia e non sulla forca al Prà della Giustizia. Inafferrabile come la nebbia (tanto che la si diceva anche «cega») la Castelera è uno di quei personaggi su cui la storia maggiore scivola distratta, ma che invece meriterebbe un’ampia biografia. Le informazioni sul suo conto non mancano."
Se vi va, continua QUI e buona lettura! 

Anna Righeblu Ideeweekend 

12 commenti:

Chiara ha detto...

bellissimo questo post stregato!!!
proprio ieri ho finito di leggere il libro " Le figlie del libro perduto"
ora vado a sbirciare le tue segnalazioni!
grazieeee!!!!

Anna Righeblu ha detto...

Chiara, e... senza nomi... c'è qualcuno di cui pensi: "però...che strega!"?

Nell'ambiente di lavoro, per esempio, è facile individuare colleghe streghe... o no?

Un caro saluto ;-)

Ambra ha detto...

Ciao Anna.
Grazie della tua visita. Certo che raccolgo il tuo invito. Domani ho più tempo, guardo e leggo bene.
L'argomento streghe mi ha sempre affascinato già quando ero ragazzina e leggevo il Till Eulenspiegel. E poi le streghe evocano in me il Medioevo, la terribile Inquisizione, ma insomma un mondo pieno d'ombre e per questo affascinante.
Ritorno presto. Ciao :-)

Anna Righeblu ha detto...

Cara Ambra, ti ringrazio.
L'invito per la raccolta si riferisce, però, all'altro mio blog www.ideeweekend.blogspot.com

Se pensi ad un post correlato a questo su righeblu, appena l'avrai pubblicato, inserirò il link.

A presto :-)

Baol ha detto...

Io propendo per la strega come colei che ti strega con uno sguardo...

Anna Righeblu ha detto...

Baol, non avevo pensato a questo aspetto... si può rimanere stregati dallo sguardo fascinoso e ammaliatore...

gaetano ha detto...

Carissima Anna hai postato un argomento molto ricco, sai per me le streghe sono quelle donne piene di cattiveria che sui posti di lavoro danno un sacco di fastidio.
Poi la strega buona e' mia moglie che mi strego' quando la incontrai la prima volta.
Pero' la migliore strega e' quella di Benevento, quella che produce la famiglia "Alberti" Che mia moglie usa sui dolci ed e' buona anche nel gelato.
Mi e' venuto l'acquolino in bocca, peccato che non ne ho in questo momento.
Ti lascio un caro saluto.
gaetano

Anna Righeblu ha detto...

Gaetano, vero, di donne cosiddette "streghe" cattive, abituate a stabilire i propri rapporti e misurare il proprio potere a suon di perfidia, prevaricazioni e falsità, mi pare ce ne siano ovunque...
Fortunatamente c'è una compensazione: moltissime altre donne, sul lavoro, sanno essere ugualmente instancabili, razionali, produttive e creative, senza perfidia.
Le mogli sono sempre "streghe buone" spesso sante... concordo!
Per il terzo tipo di strega, io sono astemia, ma ricordo che anche mia madre la usava nei dolci.

O.T.:
Caro Gaetano, non so se hai visto che, sull'altro mio blog www.ideeweekend.blogspot.com , sto festeggiando i tre anni dalla prima pubblicazione con una raccolta di post a tema.
Il mio invito è rivolto a tutti gli amici che frequentano i miei blog e anche a chi non ne ha ancora uno.
Potresti vedere se ti interessa e partecipare con un post, mi farebbe piacere.

A presto :-)

Dadda ha detto...

Quande ciove e luxe o so, tutte e STRIE fan l'amou !
(proverbio genovese)
traduco:
Quando piove e splende il sole tutte le streghe fanno l'amore.

un abbraccio stretto stretto cara Anna.
;-)

Anna Righeblu ha detto...

Dadda, simpatico il proverbio genovese... anche le streghe amano...

Un forte abbraccio anche a te :-)

Geillis ha detto...

Visti i miei studi di archeologia e antropologia, ho avuto modo di leggere delle cose molto interessanti sulla stregoneria, argomento che poi ho approfondito, dal punto di vista storico e sociologico, per conto mio, per cui ho letto con molto interesse il tuo post!

Anna Righeblu ha detto...

Geillis, ti ringrazio.
I miei interessi, in questo caso, sono legati solo alla curiosità, in forme e aspetti diversi...
Mi piace leggere documenti e riflettere su aspetti storici e sociologici, anche attuali.

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