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domenica 6 settembre 2009

Sciatt


“Questa sera ci sono gli Sciatt !” annuncia raggiante la signora A., mentre sistema il menu sulla tavola già pronta per la colazione, e chiede, rivolta a noi: “Voi ne prendete?”

Rapida occhiata coniugale… e risposta “Direi proprio di sì, immagino siano specialità locali…”… e lei: “Sì, certo, sono frittelle di grano saraceno, ripiene con formaggio, molto buone, una specialità della Valtellina”…

…Già! Eravamo in vacanza a Bormio, presso l’accogliente hotel Vallecetta

e gli “Sciatt”, buonissimi, li abbiamo gustati, come antipasto, nell’ottimo ristorante dell’hotel, in uno dei quattro giorni trascorsi nella cittadina.

Le frittelle sono delle palline irregolari, gonfie e di colore variegato, servite su una base di cicorino tritato sottilmente.

Ecco la ricetta:

per 4 persone:

farina di grano saraceno: 300 g

farina bianca comune: 200 g

pane grattugiato: 2 cucchiai circa

formaggio Casera tagliato a cubetti: 300g

acqua gasata: ½ bicchiere circa

birra: 1 bicchiere circa

grappa: ½ tazzina da caffè

sale

olio per friggere

cicorino da insalata, tagliato sottile e condito

Procedimento:

In una ciotola mescolare le farine e impastare, con acqua gasata, birra e grappa, fino ad ottenere un impasto denso (se necessario, regolare la consistenza aggiungendo gradualmente il pane grattugiato). Salare leggermente, coprire con un panno e lasciare riposare per circa 1 ora e mezza. Tagliare a dadini il Casera e conservarlo in frigo.

Trascorso il tempo di riposo della pasta, unire i dadi di formaggio. In un tegame, riscaldare un’abbondante quantità d’olio e, utilizzando due cucchiai, lasciarvi cadere i cubetti di formaggio, uno alla volta, con poco impasto. Devono essere ben distaccati, in modo che possano friggere e gonfiarsi. Quando sono ben dorati, scolarli su carta assorbente e servirli, ben caldi, sul cicorino condito.

PS: ho appuntato la ricetta velocemente, scambiando due chiacchiere con una simpatica signora di Bormio, in attesa del bus navetta. Spero non ci siano inesattezze, io non l’ho ancora sperimentata…

E, per la cronaca, in dialetto valtellinese “sciatt” vuol dire “rospo”!

Anna - righeblu - ideeweekend

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Sapori della Valtellina: sciatt – pizzoccheri - manfrigole

domenica 17 febbraio 2008

Copenhagen: Nyhavn e Amalienborg


La città vecchia di Copenhagen ha l’aspetto di una città delle fiabe. Sarà forse per quella sua atmosfera discreta ma colorata, o per l’immagine simbolo della malinconica Sirenetta che fissa l’orizzonte. Comunque, uno dei luoghi da non perdere è Nyhavn....... Continua QUI


© Anna - righeblu ideeweekend
[foto da web]

sabato 5 gennaio 2008

Le gole dell’Alcantara

Si trovano in Sicilia, nelle vicinanze di Taormina.
E non sono altro che il risultato dell’incredibile opera di architettura delle acque del fiume Alcantara.
La massa di lava, bloccata e raffreddata lentamente, ha assunto forme contorte che, sovrapponendosi, hanno portato alla formazione di alte, scure, pareti di roccia basaltica.

Le gole, scavate negli strati lavici a ridosso dell’Etna, sono abbastanza strette, e profonde circa una ventina di metri.
Per osservare le pareti da vicino, è possibile noleggiare particolari stivaloni-salopette di gomma, con i quali, giunti sulla riva con un comodo ascensore, si può risalire il fiume per un breve tratto, fin dove l’acqua è poco profonda.Ammirare le rocce che, colpite dai raggi luminosi, mostrano i diversi colori degli strati, è uno spettacolo di una bellezza unica, da non perdere.
Le foto sono tratte dal sito www.torrese.it

© Anna - righeblu ideeweekend

Itinerari di Sicilia:

1. Taormina - Gole dell'Alcantara - Siracusa : Ortigia - fonte Aretusa - Fontane Bianche
2. Castelli chiaramontani - Castello di Mussomeli

sabato 15 dicembre 2007

martedì 4 dicembre 2007

mercoledì 28 novembre 2007

Volendam

Se progettate una vacanza in Olanda, non tralasciate di visitare i pittoreschi paesini che si trovano a pochi chilometri da Amsterdam.
Volendam si trova sull’Ijsselmeer (30 minuti circa da Amsterdam con mezzi pubblici) e si affaccia su un porticciolo molto vivace.
Vi si arriva attraverso un’unica strada costeggiata da coloratissime, piccole case, e subito si rimane affascinati dall’atmosfera e dai colori.

Nelle numerose bancarelle si trova dell’ottimo pesce: aringhe dall’odore invitante, affumicate e non, anguille, varietà di pescato fritto…tutto pronto per essere gustato nei panini o nei”cartocci”.
Le ore migliori per fermarsi sono quelle che precedono il tramonto, al rientro dei pescherecci.
Si rimane piacevolmente ad osservare la ritualità dei gesti degli uomini di mare, nei ritmi lenti della consuetudine.
Nonostante il viavai delle imbarcazioni, gli aironi cinerini, assidui frequentatori del porto, si lasciano ammirare mentre sostano a lungo sulle bricole, o nelle loro evoluzioni da un peschereccio all’altro, alla ricerca di cibo.
Da Volendam , in traghetto, si può raggiungere Marken, un altro delizioso paesino, con abitazioni dalle facciate dipinte in verde o nero e i cui abitanti vestono con costumi tradizionali dai colori vivaci.



[foto 3 e 4 da web]



© Anna - righeblu ideeweekend

Itinerari d'Olanda: Amsterdam - Volendam - Delft
- Amsterdam, il Vondelpark - Gouda

martedì 6 novembre 2007

Viaggio in Spagna: Siviglia 4

1 – 3 Maggio 2003

Il mattino del 1° Maggio, con il treno AVE partiamo diretti a Cordoba (già postato).

Utilizziamo con profitto il nostro ultimo giorno a Siviglia (2 Maggio) negli incontri di lavoro con i corrispondenti stranieri, tuttavia, nelle pause e nel tardo pomeriggio, riusciamo ad approfondire ancora la conoscenza di questa splendida città.
Una visita alla Plaza de toros de la Maestranza, nonché al museo annesso, è d’obbligo. La cultura Spagnola, e in particolare quella Sivigliana, manifesta nell’arte della Corrida uno dei suoi maggiori elementi espressivi. Gli spettacoli si svolgono per lo più durante la Feria e dalla Domenica di Pasqua fino alla fine della Primavera; proprio in questo periodo, ci spiegano, sono famosi i “Silencios de la Maestranza”, in cui il pubblico assiste in silenzio alla esibizione gestuale del torero, fino all’apertura della Puerta del Principe…
La Corrida, per i Sivigliani, è una manifestazione caratterizzata da una ritualità molto articolata nei dettagli, vissuta con intensa emotività e passione, come molte cose in questa città; difficilmente comprensibile al turista straniero, che si limita ad assistere a quello che, superficialmente, considera uno “spettacolo” imperdibile, anche se crudele.
Nel pomeriggio riusciamo ad organizzarci per la navigazione in battello sul Guadalquivir, un modo per ammirare la città con un’altra prospettiva, indubbiamente incantevole.
La nostra ultima serata Sivigliana trascorre piacevolmente, lungo il fiume e poi alla feria.

3 Maggio. È arrivato il giorno del rientro: partiamo soddisfatti per il lavoro svolto e per le esperienze condivise e, sicuramente, con la voglia di tornare.
© Anna - righeblu ideeweekend

domenica 21 ottobre 2007

Viaggio in Spagna: Siviglia 3


29 – 30 Aprile 2003

I festeggiamenti per la Feria continuano, in tarda mattinata, con le folcloristiche sfilate dei cavalli: un’altra testimonianza del grande legame che la cultura Andalusa mantiene con le proprie tradizioni.
Agghindati a festa con nastrini multicolori, magnifici con i loro ornamenti, i purosangue si lasciano ammirare nel loro incedere elegante. A seguire, sfilano varie carrozze che ospitano bellissime donne con acconciature tipiche, avvolte in ampie mantiglie di pizzo e con gli immancabili ventagli.
Al pomeriggio è in programma il grande spettacolo della corrida nella plaza de toros, ma noi preferiamo rimanere nella zona centrale dell’Arenal e poi, sul tardi, andare nel recinto della feria, presso la caseta di J.M. dove trascorreremo tutta la serata, e parte della notte, nella stessa allegra atmosfera del giorno precedente.

Il mattino seguente andiamo a visitare la cattedrale: imponente e maestosa, si dice sia stata costruita secondo criteri tali da renderla superiore, in bellezza, al duomo di Toledo, simbolo della Chiesa spagnola. In stile gotico, è stata edificata sul sito di una moschea preesistente, della quale rimangono solo la Giralda, l'ex minareto ora campanile, e il cortile degli aranci. L’interno è stupefacente: 5 navate e la cappella maggiore istoriata fittamente, con scene della vita di Cristo scolpite in oro. In una zona laterale si trova il sepolcro di Cristoforo Colombo e, nella Sacrestia, le sculture e i dipinti di Murillo e Goya. Saliamo poi, dall'interno della Giralda, fino alla sommità dalla quale si può ammirare un panorama mozzafiato. La meta successiva è l’Alcazar, antico palazzo reale in stile moresco con tutti gli elementi propri dell’arte Mudejar, risultato dalla fusione della tradizione artistica cristiana con quella araba. Al suo interno si possono ammirare le tipiche architetture degli ambienti, i patios ed i meravigliosi giardini. Anche oggi ci si ritrova tutti alla caseta di J. M. e soci che ci faranno trascorrere un’altra serata davvero piacevole. Per finire, all’uscita, ci concediamo una golosità: ottimi churros accompagnati da cioccolata calda!© Anna - righeblu ideeweekend
P.S.: le immagini, purtroppo, sono mediocri...

sabato 6 ottobre 2007

Viaggio in Spagna: Siviglia 2 - La Feria de Abril

28 Aprile 2003 C’è grande movimento in città e le strade sono affollate: gruppi di turisti, e donne in coloratissimi ”traje de flamenco”, procedono tutti in un’unica direzione: “el Real de la Feria”.
Siamo anche noi lì, nella grande ressa davanti all’ingresso, quando La Feria ha inizio con l’accensione della scenografica, grandiosa “Portada”: uno spettacolo magnifico, salutato da applausi e innumerevoli lampi di flash e dalla rapida accensione delle lampadine di ”calles” e “casetas” all’interno del recinto.
Attraverso la portada illuminata l’onda della folla ci conduce nel Real, ad immergerci in questa scintillante atmosfera di incredibile euforìa.
I nostri ospiti ci spiegano che, per l’organizzazione di questo avvenimento, impiegano
gran parte dell’anno poiché, oltre ad una ingente somma di denaro, occorre anche una lunga trafila burocratica.
Nell’area anteriore della caseta, si trova la zona di rappresentanza: tendaggi, lampade, lampadari e altri elementi, come sedie e quadri, arredano l’ambiente in modo appariscente mentre uno spazio è riservato alle danze. Nel retro è allestito un bar dove tapas, vino e manzanilla scorrono a fiumi. La “Sevillana”, danza molto elegante e sensuale, si balla ovunque e ad ogni ora, alternandola al flamenco. Non è possibile entrare nelle casetas se non si è soci di un gruppo o non si è invitati da un socio. Noi abbiamo la fortuna di essere ospiti dei nostri corrispondenti che ci offrono l’opportunità di visitarne anche altre. In realtà quella del municipio è aperta a tutti ma, proprio per questo, è impraticabile! Solo all’interno delle casetas si vive il vero spirito della feria, perché è il luogo di ritrovo per eccellenza: si mangia, si beve, si canta, si balla e poi ci si sposta, per salutare chi si conosce già e per conoscere gente nuova.Ci sentiamo piacevolmente coinvolti e partecipi di questa atmosfera festosa, accolti in modo simpatico e cordiale e, addirittura, trascinati nelle danze. Ai tavoli del bar si raggiunge il massimo del coinvolgimento tra “jamon iberico e serrano”, triangolini di formaggi vari, olivone, salumi, tapas a gogo, “pescado frito” ecc., il tutto accompagnato da vini e birra… ed io,
essendo praticamente astemia, devo “organizzarmi” per evitare gli alcolici!
La manzanilla è un vino con una ragguardevole gradazione alcolica e viene continuamente versato nei bicchieri di chiunque si trovi a tiro di caraffa. Si beve molto volentieri perché viene servito con ghiaccio e mescolato alla Sprite, per cui sembra più una bibita, leggermente alcolica. Facilissimo superare la misura. Ecco…io fatico molto ad evitare il riempimento insistente del bicchiere…gli spagnoli in questo sono simpaticamente insuperabili!
La prima serata/nottata è lunga, ma tutto procede piacevolmente, con il gusto del divertimento. Al rientro, è difficile dormire, dalla strada arrivano i rumori della festa che continua!
© Anna - righeblu ideeweekend

sabato 15 settembre 2007

Viaggio in Spagna: Siviglia 1

26 – 27 - 28 Aprile 2003

Superata la fase di incertezza del vado o non vado, finalmente riesco a partire con alcuni colleghi per un incontro di progetto a Siviglia. Tra un aereo e l'altro, riusciamo a fare un giro anche a Barcellona e, finalmente, in serata arriviamo a destinazione, nel quartiere Triana, poco distante dal centro. Qui si trova il nostro albergo: non è il massimo quanto a comfort, ma non è stato facile trovare un alloggio poiché in questo periodo c’è grande affluenza di turisti e, pertanto, occorre spirito di adattamento.
Appena il tempo di sistemarci e poi, con i colleghi corrispondenti (spagnoli e francesi), ci dirigiamo verso il ponte di Triana, in un ristorante sul Guadalquivir dove possiamo gustare dell’ottimo pesce accompagnato da vini di qualità. Tra una portata e l'altra, riusciamo anche ad organizzare sommariamente le giornate seguenti per gli incontri di lavoro e le visite culturali.
Il giorno successivo è dedicato alla visita della città: al di là del fiume si trova la caratteristica
“Torre del Oro”, un monumento a pianta dodecagonale, così chiamata perché originariamente dotata di un rivestimento in piastrelle che la rendeva splendente.
Da qui, con i mezzi pubblici, ci dirigiamo verso la zona del “Parque de Maria Luisa” dove, tra
vasti giardini con fontane e stagni, si trovano particolari strutture costruite in occasione dell’Esposizione ispano-americana del 1929. Una delle zone più affascinanti è l’ampia “Plaza de Espana” delimitata da un edificio a semicerchio con aree e panchine decorate da piastrelle in ceramica (azulejos) mentre nella “Plaza de America” si può ammirare il Pabellon Mudejar. Torniamo in centro per fermarci nel patio di un pub irlandese a El Arenal... siamo stanchi e “ispirati” dalla posizione strategica; dopo il pranzo e le chiacchiere ci spostiamo verso il centro storico, il “Barrio de S. Cruz”. Forse, anzi sicuramente, la zona più bella di Siviglia: è l’antico quartiere ebraico, con caratteristiche, strette viuzze fiancheggiate da case bianche, deliziosi patios, inferriate, piazzette e cortili con aranci… la città e piena di aranci!
Trascorriamo tutto il pomeriggio alla scoperta degli angoli più suggestivi e in gran parte ci rilassiamo nella plaza Dona Elvira, seduti sulle splendide panchine rivestite con vivaci piastrelle. Questi rivestimenti costituiscono uno dei motivi ricorrenti sulle
facciate di diversi edifici e monumenti, nei patios, sulle panchine in muratura nelle piazzette e si differenziano per intrecci e combinazioni cromatiche.Il giorno successivo è dedicato al lavoro: negli intervalli tra i vari impegni, cominciamo a scoprire e a familiarizzare con alcune abitudini gastronomiche diffuse a Siviglia come quella del “tapear”, l’andare per tapas, cioè passare nei bar per consumare piccoli assaggi di vari cibi, con un rituale che si ripete tra amici, bevendo vino o birra, un po’ simile a quello dell’aperitivo diffuso anche da noi. Il pomeriggio lo dedichiamo in parte al riposo poiché, in serata, ci sarà l’inaugurazione che darà avvio ad una delle feste popolari, non religiose, più sentite dai sivigliani: “La Feria de Abril”.

giovedì 23 agosto 2007

Viaggio in Spagna: Cordova e la Mezquita

La bellissima Córdoba (in spagnolo) sorge lungo il fiume Guadalquivir e si trova in Andalusia, a nord-est di Siviglia.È una città affascinante,antica, che manifesta in ogni angolo il suo carattere multiculturale, ereditato dalla varietà di popoli che l’hanno conquistata e ne hanno segnato le vicende. La fusione di tante culture, romane, giudee e musulmane, caratterizza l'aspetto e l’architettura della città vecchia e qui, lungo le viuzze e all’interno delle case bianche, si possono osservare gli splendidi patios, luminosi e accoglienti, con gli arredi, i fiori e le vivaci ceramiche. Senza dubbio la maggiore attrazione di Córdoba è la Mezquita, la Grande Moschea, che costituisce il cuore del centro storico e rappresenta uno degli esempi più imponenti dell’arte islamica in Spagna. Inizialmente fu edificata dagli arabi come Grande Moschea e più tardi, dopo la conquista della città da parte dei cristiani, al suo interno fu costruita una Cattedrale cattolica: ed è proprio questa fusione di elementi tipici dell’arte islamica con quelli dell’arte cristiana a renderla unica nel suo genere. L’interno, in cui il fascino dei colori e la maestosità del luogo sono arricchiti dall’oro dei mosaici, si presenta come un susseguirsi di colonne in fila che sostengono archi, con pietre bianche e rosse alternate. Su queste colonne, altre colonne sostengono altri archi, così si ha un doppio ordine di archi e colonne e… in certi punti, in penombra, ci si sente disorientati, come in un ambiente, senza confini, del quale si percepisce la magnificenza e la solennità.
All’esterno il bellissimo “patio de los Naranjos”, il giardino degli aranci, circondato da un alto muro e sovrastato dal campanile, offre ai numerosi visitatori angoli in ombra e tranquillità.
Noi (ero in viaggio con un gruppo di simpatici colleghi), abbiamo visitato la città in un solo giorno, il 1° Maggio del 2003, partendo da Siviglia in treno.
© Anna - righeblu ideeweekend


PS: le foto (eccetto la prima presa dalla rete) sono state scattate con una vecchia Olympus AF-10 super...

lunedì 30 luglio 2007

10 - Gran Bretagna in camper – Tappe di ritorno

Martedì 16 Agosto – Il tempo splendido e il risveglio alle prime luci dell’alba mi consentono di fare colazione all’esterno. Penso, con un po’di tristezza, che il viaggio è ormai quasi terminato e, anche se i chilometri sono stati tanti, se qualche imprevisto o difficoltà ci ha momentaneamente contrariati, e la stanchezza comincia a sentirsi, tuttavia è stata un’esperienza molto positiva. La vita in camper ci ha fatto sentire più uniti, abbiamo affrontato con allegria i problemi della condivisione di spazi piccoli e, tutto questo, ci ha regalato sensazioni di unità familiare che non avevo percepito, prima d’ora, in maniera così netta. Il risveglio del “gruppo” mi riporta alle cose pratiche. Ci organizziamo con calma e programmiamo il rientro: partiamo diretti a Southampton. Attraversiamo la città e continuiamo lungo la strada costiera; dopo una tappa per il pranzo e per acquisti in un ipermercato, ripartiamo e arriviamo a Dover alle 19.15. Imbarco veloce e partenza alle 20.15: siamo tutti un po’ dispiaciuti ma, allo stesso tempo, molto soddisfatti. Lasciamo l’Inghilterra con gli occhi e la mente pieni di immagini e ricordi bellissimi, abbiamo visto davvero tanto, anche se non tutto quello che avremmo voluto (mi manca il Vallo di Adriano, per es. e l’ultima casa, e…ma non si può vedere tutto). Guardiamo le scogliere di Dover allontanarsi e… Pa ed io ci fumiamo qualche sigaretta di consolazione sul ponte, mentre i maschietti si dirigono all’interno per organizzare la cena.
Dobbiamo anche eliminare le sterline e perciò ci consoliamo dedicandoci agli acquisti. Dopo 1 ora e 15 minuti sbarchiamo a Calais, ora locale 22.30. Partiamo alla volta di Reims e ci fermiamo nella prima area di servizio per pernottare.

Mercoledì 17 Agosto – Verso le 9.00 ci muoviamo diretti a Reims e proseguiamo per Basilea. Dopo tanti giorni di tempo splendido, in questa zona troviamo condizioni pessime. Facciamo qualche piccola tappa e poi ci fermiamo a pernottare, in una stazione di servizio prima di Lucerna.
Giovedì 18 Agosto – Dopo colazione, per liberarci delle monete e delle banconote estere rimaste, e anche perché siamo golosi e la temperatura è sicuramente cambiata, acquistiamo diverse tavolette di vari tipi di cioccolata. Riprendiamo il viaggio di ritorno: alle 11.10 superiamo la dogana e alle 13.30 stiamo percorrendo la Parma – La Spezia….
Questa è l’ultima annotazione sul mio “diario di bordo” e così termina questo “racconto di viaggio”.
P S: Quasi tutte le immagini sono tratte dalla rete: le mie foto erano, tranne alcune, abbastanza rovinate o venute male. Solo quelle con la scritta sovraimpressa sono mie.

martedì 24 luglio 2007

9 - Gran Bretagna in camper – Liverpool – Chester – Bath – Stonehenge – Salisbury

Sabato 13 Agosto – Dopo aver salutato i nostri compagni di viaggio milanesi, partiamo per Glasgow percorrendo la strada panoramica interna A82. Nella parte iniziale attraversiamo la zona montuosa delle Grampian mountains, caratterizzata da paesaggi magnifici, e poi costeggiamo il Loch Lomond, con numerosi isolotti: per me è il lago britannico più bello, in assoluto. La strada però è stretta e tortuosa, difficile per il camper. Proseguiamo per Liverpool e ci fermiamo a pernottare in una stazione di servizio.

Domenica 14 Agosto - La zona di Liverpool che vediamo non ha nulla di affascinante, anzi! Proseguiamo e ci fermiamo a Chester: visitiamo la cittadina, circondata da mura, e la cattedrale. Dopo qualche giro per acquisti e pranzo ripartiamo diretti verso il Galles. Superata Birmingham, percorriamo una strada panoramica lungo il parco naturale di Brecon Beacons, fino ad arrivare vicino a Swansea, dove la nostra amica e compagna di viaggio Pa, da ragazza, ha soggiornato presso una famiglia, per migliorare la sua conoscenza della lingua inglese. Dopo una visita sommaria, ripartiamo e pernottiamo in una stazione di servizio verso Cardiff. Siamo in pendenza, nonostante i tentativi di migliorare la posizione del camper, e la cosa m’infastidisce! Ho la sensazione di soffrire di mal di mare e le pentole non stanno ferme!
Lunedì 15 Agosto – Partiamo e arriviamo a Bath. Bellissima cittadina con bagno termale, fondata dai romani. Dopo una visita accurata, pranziamo in un ristorante italiano dove mangiamo solo “decentemente”. Proprio vero che anche la nostra cucina all’estero viene modificata e diventa un ibrido indefinibile. Proseguiamo per STONEHENGE dove andiamo a visitare il monumento preistorico del circolo delle pietre, il più importante sito megalitico. Si trova nella piana di Salisbury ed è composto da una serie di grosse pietre, disposte a formare una struttura circolare con un allineamento, dal significato particolare, ai punti di solstizio ed equinozio.Non è ancora ben chiaro il suo uso: alcuni sostengono si tratti di un antico osservatorio astronomico, altri di un altare pagano, e ne fanno risalire l’edificazione, in modo leggendario, a Mago Merlino. Il luogo, per l’aura di mistero e leggenda che lo circonda è meta non solo di numerosi turisti ma anche di gruppi neopagani o neo-druidi. A me ha fatto un certo effetto: ho percorso tutto l’itinerario sfogliando la guida e ricordando ciò che avevo letto, sui suoi misteri e sul destino di coloro i quali l’avevano esaminato e studiato a fondo, restandone quasi ammaliati. Proseguiamo per Salisbury, visitiamo la cittadina che presenta angoli molto belli e… anche qui, incontriamo di nuovo il compagno di classe di Ale! Ci affrettiamo verso la cattedrale, con l’orologio più antico d’Inghilterra, molto affascinante, e fortunatamente riusciamo a visitarla poco prima della chiusura. Riusciamo a pernottare in un campeggio vicino, piccolo ma ben organizzato.
© Anna - righeblu ideeweekend
[foto da google]

ITINERARI: Camper - Tappe di avvicinamento - Dover, Canterbury, Greenwich - Londra1 - Londra2 - Stratford u.A, Warwich, York - Edimburgo, Stonehaven - Inverness, Skye - Liverpool, Chester, Bath, Stonehenge, Salisbury - Tappe di ritorno

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