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martedì 16 settembre 2008

Amsterdam – parcheggio scuola


Un mare di biciclette nel parcheggio di una scuola, ad Amsterdam.
Davanti alle nostre scuole, immaginiamo l’equivalente in scooter e motorini…

Questione di “cultura”, di “politica di mobilità, o altro?

Qui un’interessante illustrazione sull’uso e il possesso della bici in Europa.

La foto è di mio figlio - Agosto 2008

© Anna righeblu ideeweekend

sabato 26 aprile 2008

Qualunque cosa pensi pensa il contrario

Salto alla Fosbury
Dick Fosbury, con questa innovativa tecnica di salto, alle Olimpiadi del 1968 conquistò la medaglia d'oro nel salto in alto.
Alla vigilia, la sua qualificazione fu seguita con sufficienza. Ma, in gara, il suo salto fece ammutolire lo stadio e i tecnici di tutto il mondo.
La novità? Dick prese la rincorsa, saltò, eseguì una mezza rotazione su se stesso e superò l'asticella con la schiena.
Una vera rivoluzione, nell'epoca in cui tutti praticavano il salto ventrale.
Dopo questo successo, Fosbury non vinse molto altro. Ma, con il "salto alla Fosbury" passò alla storia

Inizia così il libro di Paul Arden "Qualunque cosa pensi pensa il contrario", con questo esempio di trasformazione di un probabile "flop" in un successo.
Un libro che si "divora" in un baleno.
Ricco di fotografie e citazioni, di aforismi e paradossi, è un attacco al "senso comune", quello che ci fa guardare al nostro mondo con gli occhi della sensata abitudine.
Con una serie di aneddoti, il brillante genio creativo e autore del libro, invita a ribaltare tutto ciò che siamo abituati a pensare, e a correre rischi maggiori per trarre vantaggi inimmaginabili dal nostro lavoro.
Arden, autore anche di "Non conta volere, ma volere contare", sostiene che, spesso, l'idea vincente è proprio quella che appare più irragionevole!
Paul Arden - "Qualunque cosa pensi pensa il contrario" - Tea libri - € 10.00

© Anna - righeblu ideeweekend

venerdì 16 novembre 2007

Wonderful Life

“Wonderful Life”.
È il singolo di Zucchero, uscito da pochi giorni; riprende un brano reso celebre negli anni Ottanta dai Black…

A me la versione di Zucchero piace e ...anche l'originale, non mi dispiace affatto... e voi che ne pensate ?





© Anna - righeblu ideeweekend

sabato 27 ottobre 2007

Il mare d’autunno

A me piace il mare d’autunno, mi trasmette un senso di pace e tranquillità.
Martedì ero qui:

giornata splendida, mare calmo, spiaggia quasi deserta.

E a voi piace il mare d’autunno?


sabato 18 agosto 2007

Un fortunato Venerdì 17...

...per me e altri "amici blogger" che hanno potuto vedere e ascoltare la mitica Mitì, signora della blogosfera.

"...scaraventata davanti alle telecamere senza un filo di “trucco e parrucco”: ruspante e nature, stravolta dal caldo (Roma è rovente) e dal sonno arretrato..."

... e perciò naturalmente bella, simpatica, affascinante e...

Placida Signora a Uno Mattina




Anna - righeblu ideeweekend

mercoledì 1 agosto 2007

Il Pesto

Finora mi pare di non averlo ancora provato sui dolci, ma trovo che stia bene con tutto: pasta, minestre, carne, pizza….Insomma, il pesto mi piace. Lo uso in tutte le stagioni, prevalentemente sulla pasta, calda o fredda. In estate lo preparo spesso, quando ho tempo e ingredienti a disposizione. Anche se non amo quello in confezione industriale, per praticità, cerco di tenerne in frigo almeno un barattolino…aiuta a risolvere gli imprevisti.
Oggi, però, la mia passione per questo “gioiello ligure” ha subito un duro colpo!
Ho letto un post (autorevole) nel quale si ipotizza, su basi scientifiche (pubblicazioni del 2001), che il pesto sia cancerogeno. Il pesto è un preparato a base di basilico e, nella varietà di basilico genovese, quando le piantine sono piccole, tra gli oli essenziali, è contenuto il "metileugenolo". Da esperimenti di laboratorio condotti sui topi, il metileugenolo sarebbe risultato cancerogeno. La notizia, del 2001, è stata ripresa in una conferenza stampa del 2004, da Sala e Veronesi. Anche nella varietà di basilico napoletano non mancherebbe un altro componente anch’esso cancerogeno! Pare che in quello genovese la sostanza in questione sia presente solo nelle giovani piantine, di altezza inferiore ai 16 cm.Ora mi chiedo: che faccio?
Rimuovo la cosa con l’autoipnosi? Chiedo al commerciante il certificato di nascita della piantina di basilico, per sapere se è giovane oppure no? Vado al mercato armata di metro a nastro e misuro l’altezza delle piantine prima di incorrere nell’incauto acquisto? Cancello dalla mente il gusto del pesto fino ad ignorarne l’esistenza? …Oppure, più semplicemente, me ne infischio?

Sì, credo… l’ultima che ho scritto!!
Del resto, facendo due conti: sigarette fumate, ore nel traffico a respirare gas inquinanti e benzene, cibi con additivi chimici, conservanti, coloranti, anticrittogamici, antibiotici, farmaci, radiazioni etc. etc. assorbiti in tutti questi anni, cosa potrà mai farmi un po’ di metileugenolo in più?
Però… bisogna prima riunire il consiglio di famiglia!!!
Ma... tralasciando le facili battute, il post è molto interessante: senza falsi allarmismi spiega chiaramente i termini della questione e li analizza, in maniera sensata e coerente. Inoltre mette in evidenza le diversità sostanziali tra metodi e linguaggi utilizzati dalla Scienza e dai media.
Potete leggere il post di Dario Bressanini e altre notizie qui.
[foto web]
© Anna - righeblu ideeweekend

giovedì 14 giugno 2007

Mode e modi di fare

"La finestra sul cortile"
(Parlare al telefono stando alla finestra)Nel mio condominio ci sono diversi studenti fuori sede. Parlano continuamente al cellulare e, fin qui, niente di strano. Mi chiedo però, perché continuano a parlare di questioni private, in inverno e in estate, ad altissima voce, stando affacciati alle finestre sul cortile?
Forse perché all’interno non ricevono segnale?... o forse perché non hanno il piacere di essere ascoltati da tutti? …..altrimenti, perché?

sabato 12 maggio 2007

I luoghi dell’anima - Tramonti

Ci sono luoghi, per altri assolutamente privi d’interesse e forse oggettivamente brutti, che per me, invece, sono speciali: sono quelli che io definisco i miei “luoghi dell’anima”.
Il luogo in assoluto al primo posto, nel mio brevissimo elenco del cuore, è “Tramonti”. Non è un paese, è solo una piccola frazione ed è lì che sono nata. Io, almeno a livello conscio, non mi riconosco pensieri di nostalgia verso il “paese natìo”, del resto ci sono rimasta solo fino all’età di 2 anni, eppure quando sono lì “sto bene”. Cosa c’è che mi piace così tanto non so dirlo neanche io. Tutto e niente. C’è un terreno che si affaccia sulla strada asfaltata e di certo non è bello, anzi! Ci sono piante che non vengono curate da tempo in modo regolare: prima se ne occupava mio padre che, in pensione, andava a passarci le sue giornate e a curare quelle piante che avevano per lui una storia (come del resto qualsiasi altra cosa in quel posto). Il terreno è costeggiato da una stradina sterrata che porta all’ingresso della casa e questa, nonostante sia abbandonata da tempo, rimane in piedi; anche il tetto riesce a rimanere al suo posto, ma chissà quanto ancora durerà? Riusciremo a deciderci prima o poi sulla sua sistemazione? Non so, intanto quando vado da mia madre in macchina, passo di là e, se posso, mi fermo un po’. Tiro fuori la sedia e mi siedo in uno dei due punti che, secondo me, sono bellissimi: uno è un gradino più giù del pozzo, sotto l’albero di fichi, l’altro al di sopra del pozzo, appena dopo le scalette, sotto l’ulivo, dove guardando attraverso gli alberi che si trovano più in basso, si vede tutta la campagna e la vista spazia lontano, lontano…. Anche solo 10 minuti mi ricaricano di energia positiva. Dico per dire, io non credo alle cavolate dell’energia negativa e positiva, comunque è così. In questo periodo dell’anno è ancora meglio: quando scendo lungo la stradina, l’ombra delle querce e i fiori bianchi e viola degli iris, ai lati, cominciano a darmi una sensazione di benessere che migliora appena arrivo alla piccola curva del muretto a secco: lassù, nel contenimento, ci sono erbe ed erbacce ma c’è anche una distesa stu-pen-da di pervinche! E qui sento proprio i lineamenti del viso che si distendono e gli occhi e la mente che gioiscono. Nemmeno il dispiacere che provo comunque, nell’andare via con il pensiero di qualcosa che va in rovina, riesce a cambiarmi per il resto della giornata.
Gli occhi e la mente rimangono così, pieni di “bellezza”, e la mia “anima” lo sente.
© Anna - righeblu ideeweekend

P.S.: chissà se anche altri hanno un proprio”luogo dell’anima”?

L’immagine è tratta dal sito www.sentierando.it

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