lunedì 31 maggio 2010
Un parco da scoprire, l'Orto botanico di Roma
L'ingresso è situato in Largo Cristina di Svezia, vicino a Palazzo Corsini sede dell'Accademia dei Lincei, e l'accesso è a pagamento.
L'area, ampia circa 12 ettari, era originariamente destinata alla funzione di "hortus herbarum" per il Vaticano, una sorta di "Giardino dei semplici" in cui coltivare piante dalle virtù curative per preparati terapeutici.
In seguito, con l'istituzione della prima cattedra universitaria di Botanica, il "Giardino dei semplici" fu trasformato in "Orto Botanico".
Successivamente, con una serie di interventi strutturali e adattamenti, si è trasformato in importante centro per lo studio e la tutela delle specie vegetali fino a divenire parte integrante del Dipartimento Universitario di Biologia de la "Sapienza".
Per una visita al parco è possibile seguire i percorsi suggeriti nella pianta consegnata all'ingresso oppure si può procedere secondo i propri interessi o, semplicemente, percorrere i viali alla ricerca di un po' di tranquillità e relax.
Molto scenografico è il viale delle palme che attraversa il giardino con una vista prospettica sulla fontana dei tritoni e lo scalone monumentale.
A sinistra, procedendo, si arriva al roseto dove è possibile osservare esemplari di rose più semplici, a 5 petali, derivate dalle prime rose spontanee e varietà più moderne, con fiori più complessi.
Nella zona umida, percorsa da rivoli d'acqua, si attraversa la valletta delle felci e poi, in salita, la zona dei bambù.
Seguendo l'itinerario si può osservare il giardino giapponese, oppure proseguire verso il bosco mediterraneo sempreverde.
Scendendo lungo il viale costeggiato da conifere, si arriva allo scalone del Fuga, fiancheggiato da due platani monumentali.
Dietro il "Giardino dei semplici", con le piante officinali, si trova la serra tropicale che è possibile visitare seguendo gli appositi percorsi.
Il foglio guida, consegnato all'ingresso, consente di scegliere opportunamente i percorsi d'interesse e, considerata la vastità dell'area, valutare i tempi necessari al completameto degli itinerari.
Anna righeblu ideeweekend
Aggiornamento: Ringrazio Annarita Ruberto per aver segnalato (05/06/2010) questo post sul suo interessante blog di divulgazione scientifica "Scientificando".
sabato 22 maggio 2010
Una giornata al mare, da Ansedonia a Porto Ercole
Organizzare un weekend è sempre salutare e, anche se le previsioni meteo sono avverse, come nel precedente fine settimana, un po' di ottimismo "climatico" non può non mitigare il grigiore della stagione...
E così, una giornata iniziata con la pioggia può virare al bello... come sulla costa d'argento, ad Ansedonia.
Ancora poco frequentata, Ansedonia è una delle mete di vacanze preferite dai romani.
Le villette, ben mimetizzate nella vegetazione mediterranea, si affacciano sul golfo, quasi di fronte all'Argentario.
Sulla sommità del promontorio si trovano il sito archeologico e il museo, con i resti dell'antica colonia romana di "Cosa".
E' un'escursione che consiglio anche perché, da qui, si gode di una vista bellissima.
Passando da Orbetello, si arriva all'Argentario, a Porto Ercole, un piccolo borgo affacciato sul porticciolo, animato da barche ormeggiate e dalle barchine con i marinai che si allenano per il Palio marinaro.
Anna righeblu ideeweekend
lunedì 12 aprile 2010
Idea weekend a Volterra e...pausa...
Un'idea per un weekend in Toscana... in un territorio dove resti etruschi, romani e medievali sono mirabilmente concentrati alla sommità di un colle affacciato sull'incantevole paesaggio della val d'Era.
La grandezza e la potenza di Volterra... CONTINUA QUI...
Per qualche tempo sarò in pausa e non potrò rispondere ai vostri commenti...
A presto!
Anna righeblu ideeweekend
mercoledì 7 aprile 2010
La leggerezza de "l'ombra della sera"

"L'ombra della sera è la più famosa, straordinaria ed esile figura etrusca di giovinetto, rappresentata in un bronzo votivo del III secolo a. C.
E' l'opera-simbolo di Volterra e, pur non essendo unica nel suo genere, è ritenuta tra le più singolari espressioni della scultura etrusca del periodo.
Sulla storia del ritrovamento esistono diverse versioni: in una di queste il recupero, del tutto casuale, sarebbe avvenuto per merito di un archeologo francese, riparato in un casale della campagna volterrana a causa di un improvviso temporale.
Egli avrebbe notato la statuetta mentre il padrone di casa la utilizzava come attizzatoio nel camino!
In ogni caso, dopo il recupero e diversi passaggi in case museo, fu acquisita da Mario Guarnacci, abate archeologo e collezionista fondatore del Museo Guarnacci di Volterra, nelle cui sale sono custoditi reperti di grandissimo valore, tra i quali anche la preziosa "ombra della sera".
La statuetta bronzea, alta circa 58 cm è la rappresentazione di una giovane figura maschile nuda, con un corpo filiforme esageratamente allungato in tutte le sue parti, tranne che nella testa, modellata secondo giuste proporzioni.
L'idea dell'ombra, allungata a dismisura contro il sole del tramonto, pare abbia fornito ispirazione a Gabriele D'Annunzio nell'attribuzione del nome assolutamente appropriato!
La scultura, tanto antica quanto originale nella "modernità" della forma, avrebbe ispirato artisti contemporanei come Giacometti.
Nel video, "l'ombra della sera" utilizzata nella sigla di uno sceneggiato RAI del 1975 "Ritratto di donna velata", ambientato a Volterra...
Anna righeblu ideeweekend
sabato 3 aprile 2010
Serena Pasqua a tutti!
giovedì 11 marzo 2010
Auguri Righeblu!!!

domenica 28 febbraio 2010
Un giorno in Sabina - piccolo weekend nella natura
Una piacevole escursione di una giornata sulle rive del lago del Turano, per trascorrere qualche ora senza l'assillo del tran tran quotidiano... Tra i monti della Sabina, in provincia di Rieti, questo piccolo lago artificiale è divenuto meta di chi, disponendo di un minimo di tempo libero solo per piccole fughe dalla città, ama immergersi nella natura, in un ambiente tranquillo ospitale e senza pretese...

Qui si trovano piccoli centri affacciati sul lago, come Colle di Tora raggiungibile attraverso il ponte sull'acqua direttamente da Castel di Tora, il borgo medievale posto sull'altura di fronte.

Le postazioni dei pescatori con le loro canadesi e le piccole imbarcazioni lungo le rive, danno l'idea della lentezza dei ritmi vacanzieri, a contatto con una natura ancora lontana dall'idea di mondanità.

Il paesino di Colle di Tora, silenzioso e tranquillo, mostra uno spaccato di vita tipico della più sana provincia italiana, con le signore intente a stendere il bucato alle finestre, i profumi dei dolci di casa, le famiglie con bambini sul lungolago per trascorrere un pomeriggio all'aria aperta...
I vicoli sono quasi deserti, come la piazzetta con la fontana al centro e la semplice chiesetta dalla porta sempre aperta...

E se la vista è rallegrata dai colori di una giornata tersa e soleggiata, non è meno piacevole fermarsi in uno dei ristoranti della zona, per gustare i piatti semplici, tipici della valle... come gli ottimi tagliolini di farina di castagne con salsa ai funghi porcini, provati in un ristorante sulla Via Turanense...

Anna Righeblu Ideeweekend
Post Correlati: Castel di Tora e il lago del Turano
domenica 14 febbraio 2010
Amor sacro e amor profano - celebrazioni in arte

In tema di celebrazioni dell'Amore e dell'innamoramento, mi piace ricordare il dipinto di Tiziano "Amor Sacro e Amor Profano".
Il titolo, com'è noto, deriva dalle controverse interpretazioni dell'opera che, al contrario, nell'intento dell'autore voleva rappresentare l'esaltazione dell'amore nella sua dualità, sensuale e celestiale.
Il dipinto si trova a Roma, esposto nelle sale della Galleria Borghese.
Nel sito del Museo è consultabile una pagina dedicata all'opera.
Inoltre, nel canale Youtube del Ministero per i Beni e le Attività Culturali è pubblicato un interessante video (chiudere prima la playlist in barra laterale):
Anna righeblu ideeweekend
venerdì 29 gennaio 2010
Le orecchiette di nonna Rosina
Direttamente da Gravina di Puglia, con le orecchiette di nonna Rosina, abbiamo chiuso in bellezza l'anno vecchio e festeggiato con gusto un compleanno... in coincidenza con il 31 Dicembre .Le immagini della ricetta illustrata mostrano la preparazione delle orecchiette con salsiccia pugliese e funghi cardoncelli, ingredienti arrivati direttamente dalla Puglia in Ciociaria, e cucinati da due giovani pugliesi DOC.
Ingredienti:
orecchiette pugliesi, salsiccia, funghi cardoncelli, pomodorini, cipolla, peperoncino, vino bianco, olio, sale.
Ometto le quantità che sono per circa 14 persone.
Ovviamente le orecchiette sono state fatte a mano, una per una, dalla signora Rosina ( nonna del ragazzo che le ha cucinate) con la collaborazione del nonno.
Procedimento: Innanzitutto occorre tritare la cipolla e togliere la pelle alla salsiccia.
Si lascia riscaldare l'olio in una padella, si aggiunge la cipolla e, appena questa è imbiondita, la salsiccia spezzettata e il peperoncino...
Quando la salsiccia è pronta, si aggiunge dell'ottimo vino bianco e si lascia evaporare...
E non può mancare il tocco di rosso dei pomodorini in pezzi ...
Si versano quindi le orecchiette nell'acqua salata in ebollizione e...
a giusta cottura, si tirano su con il cavagnocchi e via... direttamente in padella!
Si aggiungono i funghi cardoncelli già pronti
e si mescola tutto, velocemente...
Le orecchiette di nonna Rosina sono pronte!
Magnifici sapori di Puglia... da provare!!!
Anna righeblu - ideeweekend
domenica 10 gennaio 2010
L'Abbazia di Montecassino: storia, arte e misticismo.

Chi non conosce questo splendido Monastero?
Quasi l'Araba Fenice delle Abbazie: risorta magnificamente, come il mitico uccello, dalle rovine di ben quattro distruzioni!
Dal 529, quando San Benedetto vi pose le basi della sua "regola", il Monastero fu più volte distrutto: prima i Longobardi, poi i Saraceni, un terremoto e, infine, lo spaventoso bombardamento del 15 Febbraio 1944 quando, sotto le bombe degli alleati, fu ridotta ad un cumulo di macerie.
Pur nelle avversità, lo spirito della regola benedettina "ora et labora" non ha mai abbandonato questo luogo che, nel corso dei secoli, ha prodotto opere e codici miniati preziosissimi.
Il prestigio di Montecassino, quale centro monastico preminente dal punto di vista ecclesiastico e politico, assume particolare rilievo con la guida dell'abate Desiderio.
Con quest'ultimo, l'Abbazia viene ricostruita secondo criteri di magnificenza artistica e architettonica, in linea con la posizione di rilievo raggiunta.
Anche dopo le ultime distruzioni, nella ricostruzione si segue il vecchio modello architettonico, secondo il principio: "dov'era e com'era".
Nel chiostro d'ingresso, sito del primitivo tempio dedicato ad Apollo, sorgeva l'oratorio in cui morì San Benedetto, nello stesso atteggiamento raffigurato nel gruppo bronzeo (foto 2) donato dal cancelliere tedesco Adenauer.
Il successivo Chiostro del Bramante, in stile rinascimentale, presenta al centro una cisterna ottagonale, fiancheggiata da slanciate colonne corinzie sormontate da una armoniosa trabeazione.

Dalla balconata si può ammirare una splendida vista sulla Valle del Liri e, a destra, il monumentale Cimitero Polacco dove sono sepolti i valorosi soldati polacchi che "....hanno dato il corpo all'Italia, il cuore alla Polonia e l'anima a Dio per la nostra e altrui libertà".
Attraverso la scalinata, preceduta dalle due statue di San Benedetto e Santa Scolastica, si arriva nell'antiportico del chiostro dei Benefattori e da qui,
guardando verso il basso, l'armoniosa architettura del chiostro del Bramante, con la sovrastante loggia del Paradiso, sembra perdersi nell'azzurro del cielo, in una visione fantastica!

Sul chiostro dei Benefattori si erge la facciata della Basilica

il cui interno è stato ricostruito seguendo il modello preesistente e riutilizzando, ove possibile, i frammenti marmorei di pareti e pavimento della vecchia Basilica distrutta.
La decorazione pittorica, completamente perduta nell'ultima distruzione, è in gran parte mancante.

Tra gli ambienti visitabili, la Sagrestia, il Coro, la Cripta e le Cappelle sono sicuramente da vedere, ma negli intervalli tra le sante messe.
Da non perdere, inoltre, la visita alle sale del Museo, preceduto da un porticato dove si trovano elementi architettonici rinvenuti nelle ville dell'antica Casinum romana.
Nelle sale espositive del Museo, oltre ai preziosi documenti storici, sono conservati bellissimi corali, manoscritti e legature.
Notizie utili:
Abbazia di Montecassino - Cassino (FR) - Lazio.
Da Nord e da Sud: Autostrada A1, uscita Cassino.
Inverno:
Orari visita (ora solare): 8,30 - 12,30 e 15,30 - 17.
Gli orari sono rigidi. I visitatori non possono restare all'interno oltre gli orari di chiusura.
La Basilica è visitabile negli intervalli tra due messe successive.
Orari Messe domenica e festivi: 9.00 - 10,30 (in gregoriano) - 12.00
Altre notizie utili: QUI e QUI.
Itinerari nel Lazio:
Basso Lazio
1. Acropoli di Arpino - Veroli - Abbazia di Casamari - Chiostro di Casamari - Isola del Liri: la cascata grande - Monte San Giovanni Campano - weekend al castello - Colle San Magno - Aquino: chiesa di Santa Maria della Libera - Abbazia di Montecassino -
Anna Righeblu Ideeweekend
martedì 29 dicembre 2009
Luci di Natale in Piazza San Pietro
Nella Piazza antistante la Basilica, dietro le transenne poste a debita distanza, molti romani e numerosi turisti sostano per ammirare la rappresentazione della Natività.Anche quest'anno l'essenza del Natale è celebrata con un enorme Presepe, posto al centro del magnifico colonnato berniniano.
Il nucleo della scena è costituito dalla ricostruzione della grotta, con le statue dei personaggi e con, ai lati, ambientazioni simboliche ispirate ad eventi narrati nei Vangeli di Matteo e Luca.
Accanto, l'enorme abete illuminato non riesce a rubare la scena al magnifico obelisco.
Per i romani, durante le festività natalizie, Piazza San Pietro rimane una delle mete preferite per una passeggiata, specialmente nel giorno di Santo Stefano, quando, terminati i festeggiamenti in famiglia, si torna alla "normalità"...
Anna righeblu ideeweekend
domenica 27 dicembre 2009
Caldo Natale...

...E abbiamo archiviato anche questo Natale, caldo e piovoso, altro che bianco!
Sembrava di essere già a Pasqua...
Caminetti accesi e atmosfere nordiche, Babbi Natale barbuti e rossovestiti, sono risultati quanto di più estraneo e lontano dall'immaginario natalizio dei più.
E diciamola tutta: anche il menù, programmato con qualche giorno d'anticipo, con i tortellini della tradizione in brodo caldo, è sembrato un tantino incoerente...
Più che la rappresentazione dell'atmosfera natalizia europea, tutta abeti e caminetti, la fastidiosa variazione termica ha evocato immagini di lontane spiagge esotiche.
Così, catapultati nell'emisfero australe, ci siamo chiesti se qualche imminente catastrofe ambientale si stesse concretizzando!
Ma qualcuno ci ha ricordato che è colpa di el Nino, ha colpito ancora a Natale, come previsto.
E la nostra Italia, distesa nel Mediterraneo ormai più caldo degli Oceani, ha dovuto sostenere l'urto di un'onda climatica destabilizzante, annunciata, ma ancora una volta rovinosa... purtroppo! E non sarà l'ultima...
Anna righeblu ideeweekend
sabato 19 dicembre 2009
Una straordinaria Firenze imbiancata
Anna Righeblu Ideeweekend
giovedì 10 dicembre 2009
L’importanza della forma...

“Questo post partecipa alla 20ª edizione del “Carnevale della matematica” che, per la sessione del 14 Dicembre, è ospitato dal blog “La nostra matematica” di Annarita Ruberto.”
La “sapienza” geometrica delle api è, a dir poco, sorprendente!
Da sempre esse utilizzano la forma geometrica esagonale per la costruzione delle celle nei loro alveari. E tale “competenza geometrica” è condivisa da tutte le api, a livello sociale globale …
Non sono ancora chiari i condizionamenti innati che accompagnano tali comportamenti, tuttavia le api mostrano di sapere come “tassellare un piano”, cioè come ricoprirlo con poligoni, senza sovrapposizioni e spazi vuoti interposti.
Tra i poligoni regolari, soltanto il triangolo equilatero, il quadrato e l’esagono sono tali che, posto uno accanto all’altro, consentono di ricoprire una superficie piana.
In ogni vertice della pavimentazione, infatti, devono convergere figure-tassello con angoli la cui ampiezza sia un divisore di 360 e la cui somma sia uguale a 360° (angolo giro).
Ciò è possibile accostando 6 triangoli equilateri con angoli di 60°, oppure 4 quadrati con angoli di 90° o, infine, 3 esagoni con angoli di 120°.
Delle tre possibilità, l’esagono rappresenta la scelta più coerente con il principio della massima efficienza ed economia: minimo perimetro a parità di superficie.
La quantità di cera, necessaria per realizzare la struttura perimetrale esagonale, è inferiore a quella necessaria per delimitare una superficie equiestesa, ma con perimetro maggiore, come nel quadrato o nel triangolo equilatero!
E le api, abili, operose ed esperte in geometria ed economia, per ridurre al minimo la quantità di cera impiegata, “sanno scegliere” la forma più conveniente, quella esagonale!
Anna righeblu ideeweekend

















