Anna Righeblu Ideeweekend
sabato 14 agosto 2010
venerdì 13 agosto 2010
Vacanze in Alto Adige - Escursione alla malga
Di nuovo vacanze in montagna, nella verdissima valle di Anterselva.
E’ tempo di relax e, previsioni meteo permettendo, è piacevole concedersi anche il tempo per qualche escursione, su sentieri di facile e media difficoltà.
Da Anterselva di mezzo, in val Pusteria, si può raggiungere la malga Kumpfl (Kumpflalm), a circa 1640 m di quota.
Il sentiero presenta una certa difficoltà per il dislivello, non soltanto in salita, ma anche in discesa.
Scarpe adatte e bastoncini da trekking contribuiscono a rendere più agevole il percorso.
Scarpe adatte e bastoncini da trekking contribuiscono a rendere più agevole il percorso.
Ma...arrivati alla meta, tutti gli affanni sono dimenticati dinanzi allo splendido panorama della valle,
punteggiata di piccoli borghi, tra pascoli verdissimi e fitti boschi.
Non da ultimo, nella piccola terrazza esterna o nella graziosa e accogliente stube interna,
il gusto autentico dei prodotti della malga è la giusta ricompensa per la fatica della salita...
Anna - Righeblu - Idee weekend
Itinerari: Alto Adige
Anterselva di mezzo - lago di Anterselva - Parco Nazionale degli alti Tauri - Riva di Tures, cascate - Val Fiscalina, Dolomiti di Sesto - Monguelfo, il castello - Brunico - Escursione alla malga -
sabato 31 luglio 2010
Beccati Questo e Beccati Quest'altro - Torri di confine
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| [foto da www.biomototurismo.it] |
Nella campagna compresa tra il Lago di Chiusi e il Trasimeno, secondo alcune fonti, la torre di "Beccati Questo" fu edificata per prima, per volere della Repubblica Senese, come simbolo di controllo sul territorio.
La posizione era strategicamente adatta a sorvegliare i confini... tanto che, con lo stesso intento e con lo stesso spirito provocatorio i Perugini contrapposero, in posizione più elevata, una torre dirimpettaia, chiamandola "Beccati Quest'altro"!
Le due torri si trovavano, all'inizio, in terreno asciutto a controllare la linea di confine tra Granducato di Toscana e Stato Pontificio.
In seguito, la loro funzione fu prevalentemente diretta al controllo doganale per l'attraversamento del vicino ponte sul Clanis.
Il fiume attraversava tutta la Val di Chiana e, con le sue copiose acque, aveva favorito la nascita e lo sviluppo di importanti centri etruschi.
Successivamente, però, ritenuto responsabile delle frequenti inondazioni del Tevere (in cui si riversavano le sue acque), per volere dello Stato Pontificio, fu sottoposto a opere di sbarramento per la deviazione del corso, cosa che provocò l'impaludamento della zona...
Anche la Torre di Beccati Questo fu, in gran parte, sommersa dalle acque.
![]() |
| [da: a.imageshack.us] |
Delle due torri, una, la "Beccati Questo", è di proprietà demaniale, mentre l'altra appartiene a privati e, purtroppo, pare che nessuna delle due sia visitabile...
E' possibile, quindi, solo ammirarle dall'esterno, nell'ambito di un ipotetico itinerario, per un'idea weekend che comprenda la visita a Chiusi e al delizioso lago omonimo.
Come arrivare:
a Chiusi - Da Nord o Sud: Autostrada A1 uscita Chiusi-Chianciano Terme - a destra SS 146, proseguire in direzione Chiusi. al lago e torri: a circa 3 Km dall'uscita A1, girare a sinistra seguendo le indicazioni "lago di Chiusi", in prossimità del lago, sulla stessa strada, si trova anche l'indicazione per le due torri.
Itinerari: Chiusi - Lago di Chiusi - Torri di "Beccati Questo" e "Beccati Quest'altro" - Castiglione del Lago - Lago Trasimeno
Anna Righeblu - Ideeweekend
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lunedì 26 luglio 2010
Anna - un buon onomastico post-icipato
Non sono riuscita a pubblicare prima un post apposito: la mia chiavetta per la connessione mobile ha deciso di disconnettersi ogni 5 o 7 secondi regalandomi tre sillabe per ogni collegamento e lasciarmi, infine, con un salvataggio in corso... senza salvataggio.
Ma, come ha detto qualcuno... "no... tu ancòra vorresti festeggiare il tuo onomastico? ma è il 26 Luglio, sono tutti in forsennata chiusura di lavori a stretta consegna oppure impelagati a concludere con le prenotazioni per viaggi last-minute, se già non se ne stanno in vacanza... oppure non se lo ricordano perché, forse, non hanno niente da festeggiare..."
Ecco, tra la connessione a singhiozzo e quell' "ancòra", io ho deciso di eliminare le poche, inconsistenti e incoerenti sillabe salvate, e così, niente post...
Ora, però, sembra che funzioni... e se questo
è un po' post-icipato qui da me, non perdetevi la lettura di questo piacevole post, di Mitì Vigliero alias Placida Signora.
Anna Righeblu Ideeweekend
Ma, come ha detto qualcuno... "no... tu ancòra vorresti festeggiare il tuo onomastico? ma è il 26 Luglio, sono tutti in forsennata chiusura di lavori a stretta consegna oppure impelagati a concludere con le prenotazioni per viaggi last-minute, se già non se ne stanno in vacanza... oppure non se lo ricordano perché, forse, non hanno niente da festeggiare..."
Ecco, tra la connessione a singhiozzo e quell' "ancòra", io ho deciso di eliminare le poche, inconsistenti e incoerenti sillabe salvate, e così, niente post...
Ora, però, sembra che funzioni... e se questo
buon onomastico a me e a tutte le amiche, colleghe e blogger di nome Anna e Annarita ...
Anna Righeblu Ideeweekend
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martedì 20 luglio 2010
Un gatto per amico - impariamo il "gattese"
Nel tentativo di neutralizzare gli effetti del grande caldo, in questi ultimi giorni mi sto concedendo un sovradosaggio di relax, in luoghi freschi e ombreggiati.
Allo stesso modo, un gatto nero col pancino bianco, vagabondo e ramingo, sembra aver scelto l'ombra del mio cespuglio di ortensie per trascorrere le ore più calde delle ultime giornate.
L'indolenza nello sguardo del gattino, e il miagolio soffocato in risposta alle mie occhiate (più preoccupate che indagatrici) sembrano quasi un timido ringraziamento... e un sommesso:
"Ciao, mi fermo solo per un po', a sonnecchiare"...
E io, a bassa voce:
"Sì, sì, carino, puoi rimanere... purché tu non mi trasformi il cespuglio in succursale della tua lettiera!!!"
Finora non mi ha lasciato "ricordini olezzanti"... ospite discreto, a un certo punto sparisce e torna a casa...
Che abbia capito il mio messaggio? E se il suo "gattese" significasse, invece:
"Lasciami in pace, sono stremato, non vedi?"
Non lo saprò mai... ma,
pare che qualcuno abbia cercato di decodificare i comportamenti dei nostri piccoli amici tanto da pubblicare un dizionario, come si legge in questo interessante articolo di Daniela Mastromattei:
Cosa pensa il gatto del suo padrone
di Daniela Mastromattei
(pubblicato il 14 novembre 2009)
(pubblicato il 14 novembre 2009)
“Dopo aver rimproverato il proprio gatto, se lo si guarda negli occhi, si è afferrati dal tremendo sospetto che abbia capito ogni parola e che la terrà a mente”. Parola di Charlotte Gray sulla “creatura indipendente, che non si considera prigioniera dell’uomo e stabilisce con lui un rapporto alla pari” (Konrad Lorenz).
Esserino dotato di classe ed eleganza, intelligente, sensibile, misterioso ed estremamente discreto, il micio ha mantenuto tutta la felinità dei suoi cugini selvaggi. Il piccolo e grazioso leone, tigre in miniatura, ha preso il posto del cane nel cuore di molte persone che lo preferiscono per la sua forte indipendenza. Il gatto, a differenza del cane, manifesta verso l’uomo una convivenza emancipata, come se volesse costantemente dirci: «Sì ti voglio bene, ma posso fare a meno di te». Oggi, oltre nove milioni di mici vivono nelle case degli italiani. Eppure spesso si ha difficoltà a stabilire subito una relazione con l’amico peloso. Per questo esce il primo dizionario bilingue per gatti e per i loro conviventi umani. Che decodifica tutti i comportamenti e le situazioni della vita quotidiana («lato umano» e «lato gatto») attraverso oltre 180 parole-chiave classificate dalla A alla Z. Il vocabolario edizione Sonda-Larousse (12,90 euro) è stato ideato dal dottor Jean Cuvelier, veterinario, e illustrato da Gilles Bonotaux, disegnatore di talento, amante degli animali. Le vignette mettono in risalto, in modo divertente, alcune situazioni con le quali tutti gli amanti dei gatti si sono confrontati almeno una volta.
Oltre 300 pagine per imparare a parlare il gattese correttamente, per capire cosa vuole dirci il nostro micio quando ci guarda con i suoi occhi sgranati, come rivolgersi a lui quando vogliamo farci ubbidire, come interpretare il suo comportamento e soprattutto per capire cosa pensa di noi?
A come acqua C come carezze
A volte il gatto si comporta in modo davvero strano. Spesso va a bere l’acqua direttamente dal rubinetto. Perché? Che gli passa per la testa. Che vuole dirci: «Qui l’acqua è decisamente migliore!». Il micio è molto esigente, spiega il veterinario nel libro, perché beva l’acqua, questa deve essere pulita e inodore. Nella ciotola, preferibilmente poco profonda ma molto larga e distante dalle crocchette, non deve cadere nessuna briciola di cibo. E a volte tira fuori le unghie. Capita che sia accoccolato tranquillamente sulle ginocchia del suo padrone e si giri improvvisamente per mordere la mano di chi lo sta accarezzando. Cos’è che pensa: «Non sopporto più le tue carezze! Villano». Questo non vuol dire che le coccole le vuole solo quando lo dice lui. Ma che il suo pelo sensibile alle troppe carezze diventa irritabile. Un po’ come se avesse una soglia massima di carezze che non può essere superata.
E come educazioneP come punizione
Non è vero che il gatto è bello ma traditore, sornione ma pronto a colpirti, seduttivo eppure in fondo anaffettivo, il felino ha una socialità complessa e articolata e il suo rapporto con l’uomo presenta ambiti e sfumature molto sottili che vanno conosciuti per poter instaurare un’amicizia profonda e autentica. Per esempio il gatto è in grado di imparare come il cane, a condizione, però di metterci arte e metodo. Quindi durante la sua educazione, se il padrone s’innervosisce nel dare un ordine, il gatto ci rimane male. Non solo. Sapete cosa pensa? «Se mi tratti con quel tono, preferisco andarmene!». Il gatto non ubbidisce al padrone perché lo considera il capo, spiega il veterinario. «Bisogna approfittare delle situazioni in cui il gatto è orientato al suo compagno, quando sta chiedendo qualcosa, per esempio il cibo». Perché una parola acquisti significato è necessario che lui l’associ a una situazione».
A volte il gatto mentre sta giocando col padrone, graffia. La reazione del padrone: abbandona il gioco e se ne va. L’amico a quattrozampe, a questo punto capisce: «Se voglio giocare con lui devo tenere a freno le unghie». L’unica vera punizione quando il micio fa qualcosa di sbagliato è togliergli qualcosa di piacevole, per esempio il gioco, l’attenzione, i bocconcini.
T come trasloco e trasportino
Il gatto vive malissimo i traslochi. Quando la tigre in miniatura si mette a graffiare mobili e a fare i bisogni sui tappeti del nuovo appartamento è davvero stressato: «Questo cambiamento di territorio non ci voleva». Per il gatto la casa è un punto di riferimento: in essa trova le sue certezze e ogni angolo gli è familiare.
E può capitare che si rifiuti di entrare nel trasportino. Ma non per fare i capricci. Sta semplicemente dicendo a gran voce: «Qui non c’è nessun odore rassicurante». Perché il trasportino diventi la sua seconda casa, spiega il veterinario, bisogna tenerlo sempre aperto e accessibile. Ci andrà regolarmente per lasciarci le proprie tracce rassicuranti. Perché, per usare le parole di Hemingway, “i gatti dimostrano di avere un’assoluta onestà emotiva”.
**********
Anna Righeblu Ideeweekend
lunedì 12 luglio 2010
Marmellata di prugne, con uvetta e cannella
E la marmellata è fatta!
Ho deciso di seguire il suggerimento di Lydia: utilizzare le mie prugne (o susine…) “goccia d’oro” (o come si chiamano) seguendo la sua ricetta che, peraltro, avevo già sperimentato con successo lo scorso anno.
Ho deciso di seguire il suggerimento di Lydia: utilizzare le mie prugne (o susine…) “goccia d’oro” (o come si chiamano) seguendo la sua ricetta che, peraltro, avevo già sperimentato con successo lo scorso anno.
C’è voluto tutto il mio coraggio… il caldo qui è insopportabile e l’idea di starmene davanti ai fornelli a rimestare non mi solleticava per niente affatto…
Ieri sera, però, ho raccolto una parte delle prugne (ce ne sono ancora!!!) e all’ALBA, ho iniziato a lavorare… circa 8 chili di polpa, senza nocciolo…
Non ho registrato tempi né altro, quindi, se qualcuno fosse interessato, trascrivo gli ingredienti della ricetta di Lydia, per 1 Kg di polpa di prugne, poi basta moltiplicare tutto…
“1 kg di prugne già lavate e tagliate a pezzetti
400 gr di zucchero
1 mela grattugiata
200 gr di uvetta
1 limone premuto e la buccia grattugiata
1 cucchiaino scarso di cannella in polvere”…
Il resto della ricetta con il procedimento è QUI
Le mie variazioni:
- ho ridotto la quantità di uvetta (in totale ne ho aggiunti circa 200 grammi a ¾ della cottura) e ho dimezzato la quantità di cannella.
- ho completato il procedimento di cottura in un’unica fase, iniziando con la sola frutta e aggiungendo lo zucchero all’inizio della formazione delle bollicine.
In conclusione ho ottenuto 15 barattoli di marmellata, di capacità varia…
Grazie Lydia!
Anna Righeblu Ideeweekend
venerdì 9 luglio 2010
Limoni e prugne... ricetta cercasi
Anche quest'anno i miei limoni sono stramaturi e aspettano solo di essere colti e utilizzati. Ho già qualche ricetta per una marmellata, ma vorrei cambiare.
Se qualcuno volesse suggerirmi un'altra versione o un altro impiego, sarei felice di provare... non cose troppo laboriose eh...
Anche le prugne, sono quasi mature e ho idea che matureranno tutte in un baleno, perciò vorrei qualche consiglio, magari potreste segnalarmi una vostra ricetta, anche per una marmellata di prugne... ;-)
Anna Righeblu ideeweekend
Se qualcuno volesse suggerirmi un'altra versione o un altro impiego, sarei felice di provare... non cose troppo laboriose eh...
Anche le prugne, sono quasi mature e ho idea che matureranno tutte in un baleno, perciò vorrei qualche consiglio, magari potreste segnalarmi una vostra ricetta, anche per una marmellata di prugne... ;-)
Anna Righeblu ideeweekend
lunedì 28 giugno 2010
Siena - Il Palio del 2 Luglio
Si avvicina la fatidica data del primo appuntamento, in Piazza del Campo, con la manifestazione più attesa dai Senesi.
Anche quest'anno protagoniste del Palio del 2 Luglio saranno 10 contrade su 17.
La rosa delle 10 comprenderà le 7 contrade che non hanno partecipato al precedente palio e le altre 3 estratte a sorte tra le rimanenti.
Quest'anno le contrade che si contenderanno il Palio, dedicato alla Madonna di Provenzano e rappresentato dal vessillone realizzato dall' artista libanese Ali Hassoun, sono:
Aquila, Bruco, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Nicchio, Onda, Selva, Torre.
Come sostengono i senesi, "il Palio è il Palio", non c'è analisi, né argomentazione, che possa definire compiutamente il legame dei senesi alla contrada e al Palio.
La manifestazione è complessa, preceduta e accompagnata da una serie di eventi che val la pena di "vivere".
Intanto, vi ripropongo il mio video "Immagini di Siena", per una piccola visita virtuale a questa meravigliosa città.
http://www.youtube.com/watch?v=-o18vDdrtMk
Anna Righeblu - Ideeweekend
giovedì 24 giugno 2010
Si fa presto a dire strega...
[immagine da google images]
Quante volte diciamo: " ...è una strega!!!" per indicare una donna cattiva, brutta, maligna… o anche una donna bellissima… diabolicamente scaltra o dotata di spiccata sensibilità, magari associata ad atteggiamenti stravaganti!Già, si fa presto a dire strega… ma come la rappresentiamo nel nostro immaginario?
Ancora svolazzante a cavallo del suo manico di scopa... oppure intenta a rimestare pozioni nel calderone?
Comunque la immaginiamo, rimane una figura inquietante: donna semplice ma anche abile guaritrice ed esperta conoscitrice d'erbe, trasgressiva, intrigante, temuta e segnata dal pregiudizio e dal sospetto.
Segni di riconoscimento? Avere un gatto nero, i capelli rossi e il segno del diavolo: un neo nell'iride dell'occhio... questo nei secoli bui della "caccia alle streghe".
(ehi tu! Stai cercando insistentemente questo post con chiavi di ricerca varie... ma non crederai mica a queste cose! Questo è solo un post, un banale post... non credi che postresti usare meglio il tuo prezioso tempo? Comunque, se sei un lettore interessato, benvenuto!)
PS:
Ancora svolazzante a cavallo del suo manico di scopa... oppure intenta a rimestare pozioni nel calderone?
Comunque la immaginiamo, rimane una figura inquietante: donna semplice ma anche abile guaritrice ed esperta conoscitrice d'erbe, trasgressiva, intrigante, temuta e segnata dal pregiudizio e dal sospetto.
Segni di riconoscimento? Avere un gatto nero, i capelli rossi e il segno del diavolo: un neo nell'iride dell'occhio... questo nei secoli bui della "caccia alle streghe".
(ehi tu! Stai cercando insistentemente questo post con chiavi di ricerca varie... ma non crederai mica a queste cose! Questo è solo un post, un banale post... non credi che postresti usare meglio il tuo prezioso tempo? Comunque, se sei un lettore interessato, benvenuto!)
E ai nostri giorni?
Vi capita di associare l'immagine della strega a qualcuno?
Oppure, di pensare che qualcuno possa essere oggetto di una metaforica "caccia alle streghe"?
Vi capita di associare l'immagine della strega a qualcuno?
Oppure, di pensare che qualcuno possa essere oggetto di una metaforica "caccia alle streghe"?
PS:
Partendo da una ricerca in rete, sulla piazza del Kuerc di Bormio (in alto), ho scovato qualche sito con documenti originali su "la stregoneria nel contado di Bormio" e, inoltre, un interessante articolo sulla storia e tradizioni dell'Alta Valtellina, di Daniela Valzer (da "La Provincia di Sondrio" del 9 Ottobre 2004) che vi segnalo:
"Cega, la strega che morì di vecchiaia"
"Incuteva paura solo a nominarla. Quasi che, sfuggente ed insidiosa, si potesse materializzare all’improvviso. Da Domenica Pradella, la Castelera, bisognava tenersi alla larga perché era la «priora delle streghe» e nel ‘600, quando visse, certamente la più temuta tra le persone che godevano di connivenza con il Demonio. Ciononostante (o forse proprio per questo) fu l’unica a morire di vecchiaia e non sulla forca al Prà della Giustizia. Inafferrabile come la nebbia (tanto che la si diceva anche «cega») la Castelera è uno di quei personaggi su cui la storia maggiore scivola distratta, ma che invece meriterebbe un’ampia biografia. Le informazioni sul suo conto non mancano."
Se vi va, continua QUI e buona lettura!
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domenica 13 giugno 2010
Ottimismo e pessimismo in... rosa
L'ottimista vede la rosa e non le spine; il pessimista si fissa sulle spine, dimentico della rosa.
(Kahlil Gibran)
E voi cosa vedete in una rosa?
Buon weekend!
Aggiornamento:
Inserisco il link di due video segnalati da due amici blogger:
Dadda-Tittieco mi segnala il video del brano "Unica rosa" di Ivano Fossati
Enrico-Lefrancbuveur mi segnala il brano di Michele Zarrillo "Una rosa blu"
Anna Righeblu - Ideeweekend
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lunedì 31 maggio 2010
Un parco da scoprire, l'Orto botanico di Roma
Pur trovandosi in una zona centrale come Trastevere, tra Via della Lungara e il colle del Gianicolo, l'Orto Botanico di Roma sembra poco frequentato e meno noto di altre aree verdi urbane aperte al pubblico.
L'ingresso è situato in Largo Cristina di Svezia, vicino a Palazzo Corsini sede dell'Accademia dei Lincei, e l'accesso è a pagamento.
L'area, ampia circa 12 ettari, era originariamente destinata alla funzione di "hortus herbarum" per il Vaticano, una sorta di "Giardino dei semplici" in cui coltivare piante dalle virtù curative per preparati terapeutici.
In seguito, con l'istituzione della prima cattedra universitaria di Botanica, il "Giardino dei semplici" fu trasformato in "Orto Botanico".
Successivamente, con una serie di interventi strutturali e adattamenti, si è trasformato in importante centro per lo studio e la tutela delle specie vegetali fino a divenire parte integrante del Dipartimento Universitario di Biologia de la "Sapienza".
Per una visita al parco è possibile seguire i percorsi suggeriti nella pianta consegnata all'ingresso oppure si può procedere secondo i propri interessi o, semplicemente, percorrere i viali alla ricerca di un po' di tranquillità e relax.
Molto scenografico è il viale delle palme che attraversa il giardino con una vista prospettica sulla fontana dei tritoni e lo scalone monumentale.
A sinistra, procedendo, si arriva al roseto dove è possibile osservare esemplari di rose più semplici, a 5 petali, derivate dalle prime rose spontanee e varietà più moderne, con fiori più complessi.
Nella zona umida, percorsa da rivoli d'acqua, si attraversa la valletta delle felci e poi, in salita, la zona dei bambù.
Seguendo l'itinerario si può osservare il giardino giapponese, oppure proseguire verso il bosco mediterraneo sempreverde.
Scendendo lungo il viale costeggiato da conifere, si arriva allo scalone del Fuga, fiancheggiato da due platani monumentali.
Dietro il "Giardino dei semplici", con le piante officinali, si trova la serra tropicale che è possibile visitare seguendo gli appositi percorsi.
Il foglio guida, consegnato all'ingresso, consente di scegliere opportunamente i percorsi d'interesse e, considerata la vastità dell'area, valutare i tempi necessari al completameto degli itinerari.
Anna righeblu ideeweekend
Aggiornamento: Ringrazio Annarita Ruberto per aver segnalato (05/06/2010) questo post sul suo interessante blog di divulgazione scientifica "Scientificando".
L'ingresso è situato in Largo Cristina di Svezia, vicino a Palazzo Corsini sede dell'Accademia dei Lincei, e l'accesso è a pagamento.
L'area, ampia circa 12 ettari, era originariamente destinata alla funzione di "hortus herbarum" per il Vaticano, una sorta di "Giardino dei semplici" in cui coltivare piante dalle virtù curative per preparati terapeutici.
In seguito, con l'istituzione della prima cattedra universitaria di Botanica, il "Giardino dei semplici" fu trasformato in "Orto Botanico".
Successivamente, con una serie di interventi strutturali e adattamenti, si è trasformato in importante centro per lo studio e la tutela delle specie vegetali fino a divenire parte integrante del Dipartimento Universitario di Biologia de la "Sapienza".
Per una visita al parco è possibile seguire i percorsi suggeriti nella pianta consegnata all'ingresso oppure si può procedere secondo i propri interessi o, semplicemente, percorrere i viali alla ricerca di un po' di tranquillità e relax.
Molto scenografico è il viale delle palme che attraversa il giardino con una vista prospettica sulla fontana dei tritoni e lo scalone monumentale.
A sinistra, procedendo, si arriva al roseto dove è possibile osservare esemplari di rose più semplici, a 5 petali, derivate dalle prime rose spontanee e varietà più moderne, con fiori più complessi.
Nella zona umida, percorsa da rivoli d'acqua, si attraversa la valletta delle felci e poi, in salita, la zona dei bambù.
Seguendo l'itinerario si può osservare il giardino giapponese, oppure proseguire verso il bosco mediterraneo sempreverde.
Scendendo lungo il viale costeggiato da conifere, si arriva allo scalone del Fuga, fiancheggiato da due platani monumentali.
Dietro il "Giardino dei semplici", con le piante officinali, si trova la serra tropicale che è possibile visitare seguendo gli appositi percorsi.
Il foglio guida, consegnato all'ingresso, consente di scegliere opportunamente i percorsi d'interesse e, considerata la vastità dell'area, valutare i tempi necessari al completameto degli itinerari.
Anna righeblu ideeweekend
Aggiornamento: Ringrazio Annarita Ruberto per aver segnalato (05/06/2010) questo post sul suo interessante blog di divulgazione scientifica "Scientificando".
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sabato 22 maggio 2010
Una giornata al mare, da Ansedonia a Porto Ercole
Organizzare un weekend è sempre salutare e, anche se le previsioni meteo sono avverse, come nel precedente fine settimana, un po' di ottimismo "climatico" non può non mitigare il grigiore della stagione...
E così, una giornata iniziata con la pioggia può virare al bello... come sulla costa d'argento, ad Ansedonia.
Ancora poco frequentata, Ansedonia è una delle mete di vacanze preferite dai romani.
Le villette, ben mimetizzate nella vegetazione mediterranea, si affacciano sul golfo, quasi di fronte all'Argentario.
Sulla sommità del promontorio si trovano il sito archeologico e il museo, con i resti dell'antica colonia romana di "Cosa".
E' un'escursione che consiglio anche perché, da qui, si gode di una vista bellissima.
Passando da Orbetello, si arriva all'Argentario, a Porto Ercole, un piccolo borgo affacciato sul porticciolo, animato da barche ormeggiate e dalle barchine con i marinai che si allenano per il Palio marinaro.
Anna righeblu ideeweekend
lunedì 12 aprile 2010
Idea weekend a Volterra e...pausa...
Un'idea per un weekend in Toscana... in un territorio dove resti etruschi, romani e medievali sono mirabilmente concentrati alla sommità di un colle affacciato sull'incantevole paesaggio della val d'Era.
La grandezza e la potenza di Volterra... CONTINUA QUI...
Per qualche tempo sarò in pausa e non potrò rispondere ai vostri commenti...
A presto!
Anna righeblu ideeweekend
mercoledì 7 aprile 2010
La leggerezza de "l'ombra della sera"

"L'ombra della sera è la più famosa, straordinaria ed esile figura etrusca di giovinetto, rappresentata in un bronzo votivo del III secolo a. C.
E' l'opera-simbolo di Volterra e, pur non essendo unica nel suo genere, è ritenuta tra le più singolari espressioni della scultura etrusca del periodo.
Sulla storia del ritrovamento esistono diverse versioni: in una di queste il recupero, del tutto casuale, sarebbe avvenuto per merito di un archeologo francese, riparato in un casale della campagna volterrana a causa di un improvviso temporale.
Egli avrebbe notato la statuetta mentre il padrone di casa la utilizzava come attizzatoio nel camino!
In ogni caso, dopo il recupero e diversi passaggi in case museo, fu acquisita da Mario Guarnacci, abate archeologo e collezionista fondatore del Museo Guarnacci di Volterra, nelle cui sale sono custoditi reperti di grandissimo valore, tra i quali anche la preziosa "ombra della sera".
La statuetta bronzea, alta circa 58 cm è la rappresentazione di una giovane figura maschile nuda, con un corpo filiforme esageratamente allungato in tutte le sue parti, tranne che nella testa, modellata secondo giuste proporzioni.
L'idea dell'ombra, allungata a dismisura contro il sole del tramonto, pare abbia fornito ispirazione a Gabriele D'Annunzio nell'attribuzione del nome assolutamente appropriato!
La scultura, tanto antica quanto originale nella "modernità" della forma, avrebbe ispirato artisti contemporanei come Giacometti.
Nel video, "l'ombra della sera" utilizzata nella sigla di uno sceneggiato RAI del 1975 "Ritratto di donna velata", ambientato a Volterra...
Anna righeblu ideeweekend
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sabato 3 aprile 2010
Serena Pasqua a tutti!
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